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Visualizza Versione Completa : Il nuovo THREAD DELLE ALPI APUANE.



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Apuano
19-10-2005, 22:54
Annuncio con profonda commozione la cancellazione di uno dei thread più "storici" del forum MTG... :cry:

Il grandissimo "Thread delle Alpi Apuane"...

Un raccoglitore di notizie, foto, resoconti ed emozioni che ci legano a queste splendide montagne...

Da mesi e mesi, forse più di un anno, ci accompagnava attaverso le stagioni raccontandoci la vita di queste montagne...
Dai miei rocamboleschi reportage invernali lassù a Campocecina alle meteo-escursioni del meteo-gruppo apuanofilo del forum...
Da pranzi di fine stagione alle "battaglie" per la salvaguardia di questo immenso tesoro...

Ma... come direbbe la Marini... "Ciancio alle bande!" 8)
E apriamo questo nuovo thread con la viva speranza che segua le orme del suo storico predecessore! :D

Benvenuti a bordo..... :wink:

north wind
19-10-2005, 23:27
Annuncio con profonda commozione la cancellazione di uno dei thread più "storici" del forum MTG... :cry:

Il grandissimo "Thread delle Alpi Apuane"...

Un raccoglitore di notizie, foto, resoconti ed emozioni che ci legano a queste splendide montagne...


:cry:



Da mesi e mesi, forse più di un anno, ci accompagnava attaverso le stagioni raccontandoci la vita di queste montagne...
Dai miei rocamboleschi reportage invernali lassù a Campocecina alle meteo-escursioni del meteo-gruppo apuanofilo del forum...
Da pranzi di fine stagione alle "battaglie" per la salvaguardia di questo immenso tesoro...


:cry: :cry: :cry:



Ma... come direbbe la Marini... "Ciancio alle bande!" 8)
E apriamo questo nuovo thread con la viva speranza che segua le orme del suo storico predecessore! :D

Benvenuti a bordo..... :wink:

:wink:

Apuano
19-10-2005, 23:29
Inauguriamo il Nuovo thread delle Alpi Apuane con una buona e umida notizia...

19 ottobre 2005...
Giornata di abbondanti piogge sulle Apuane. :D

I pluviometri di alcune località sono sull'orlo dei 70,0 mm! :o


Terrinca: 70,8mm
Retignano: 69,0mm
Cardoso: 67,2mm

Qui sulla costa i quantitativi variano tra i 35 ed i 45mm.

Apuano
20-10-2005, 13:57
Superati i 100mm

Retignno: 107,4mm
Terrinca: 106,6mm
Cardoso: 104,8mm

Come ai bei tempi 8)

Apuano
20-10-2005, 13:59
Segnalerò qui anche gli estremi termici rilevati dall'ormai famoso "termometrino" collocato ai prati di Campocecina (mt.1330 circa).
:wink:

Periodo 25 Sett./15 Ott.

Temperatura minima: +3,4°
Temperatura massima: +19,0°

Giovanni Staiano
20-10-2005, 19:31
Terrinca e Retignano sono arrivate a 109 mm, tra ieri e oggi. Niente di meglio di queste "robuste" piogge per inaugurare il nuovo thread delle magnifiche Alpi Apuane :wink: .

Però Orto di Donna peggio di Bocca di Serchio :shock:


Ed ecco un omaggio a queste stupende montagne, con i caldi colori dell'autunno (vista verso nordovest dall'antecima ovest del Corchia di domenica scorsa).

http://www.serchio-autoritadibacino.it/monitora/marte/tes_plu.html

Apuano
20-10-2005, 23:49
Queste le località over100mm nelle ultime 48h

Terrinca: 111,6mm
Retignano: 110,6mm
Cardoso: 107,8mm
Gallena: 102,8mm
Pomezzana: 102,0mm
Palagnana: 101,6mm

Un buon risultato considerando anche il forte deficit che perseguita anche queste località.

Posto anch'io un paio di foto apuane autunnali dai bellissimi colori. :D
Campocecina

ilfighen
28-10-2005, 20:58
Ciao e Buona sera a tutti!!! io mi sono iscritto da poco al forum da circa 10 minuti. E' da circa due anni che seguo meteo giornale e devo dire che sicuramente è uno dei migliori che abbia mai visto . Stavo leggendo alcune cose scritte da voi per la prima volta edevo dire che siete tutti esperti di meteo....io magari un pò meno o almeno ho sempre parlato e pensato di meteo e letto ma mai scritto. Spero di poterlo fare da ora in poi quando trovero il tempo. A sono di Stazzema( Lu ). ciao

Giovanni Staiano
28-10-2005, 21:26
Ciao e Buona sera a tutti!!! io mi sono iscritto da poco al forum da circa 10 minuti. E' da circa due anni che seguo meteo giornale e devo dire che sicuramente è uno dei migliori che abbia mai visto . Stavo leggendo alcune cose scritte da voi per la prima volta edevo dire che siete tutti esperti di meteo....io magari un pò meno o almeno ho sempre parlato e pensato di meteo e letto ma mai scritto. Spero di poterlo fare da ora in poi quando trovero il tempo. A sono di Stazzema( Lu ). ciao

Sei di Stazzema paese o di una delle tante frazioni, tante volte da me frequentate all'inizio (e ovviamente al termine) delle mie escursioni apuane?

Benvenuto fra noi :D

kornz
29-10-2005, 11:38
mi iscrivo in quanto carrarino! :)

Apuano
29-10-2005, 12:35
WOW!

Un carrarino ed uno stazzemese in un botto solo!:D

Bene bene.. BENVENUTI ad entrambi.;)

Carrarini a massesi 2-1 :rolleyes:

meteobuccellato-LU
30-10-2005, 20:52
Evvaiii! Altri due apuani nel forum, Stazzema poi è un paese veramente incantevole, con quegli stretti vicoletti dominati dalla mole del Procinto

Oggi intanto magnifica escursione Resceto (m.485)-Canale dei Vernacchi- Canale della neve-Focola del Vento-Cava Bagnoli-M.Sella (m.1739). Una delle escursioni più belle (anche se sfiancante con circa 1300 m. di dislivello) che abbia mai fatto.

Il percorso si snoda all'inizio nell'orrido Canale dei Vernacchi, una giogaia di dirupi ombrosi e un continuo incrocio tra vecchie vie di lizza. Salita dapprima moderata, poi, oltrepassato il magnifico Ponte Pisciarotto (un ponte sul quale correva una lizza), la salita si fa veramente dura.
Si entra nel Canale della neve, ancora più orrido del precedente, e qui la salità diventa ripidissima e parecchio scivolosa a causa del paleo onnipresente. In alto si vedono la cresta di Sella, il rifugio Nello Conti e le Cave Gruzze. Si arriva quindi alla Focola del Vento, posta su una dorsale che scende dal gruppo del Sella, panorama straordinario sulle Panie e sulle valli massesi. Salita da qui in poi veramente sfiancante, pendenze costanti e vertiginose (non ci sono punti particolarmente delicati ma serve sempre un po' di attenzione). Una lizza che scendono dalla Cava Bagnoli posta sotto il Sella, fanno pensare all'incredibile fatica che i lizzatori dovevano compiere per portare tonnellate di marmo su pendenze anche di 45°! Sembra impossibile eppure succedeva. Si vede giù in basso l'incredibile tracciato della lizza della monorotaia. L'arrivo sulla cresta di Sella ci apre lo sguardo, come dal finestrino di un aereo, verso la Garfagnana e il buon vecchio padre Appennino. Da qui in pochi minuti e facendo un po' di attenzione perchè la cresta non è larghissima, si arriva sulla vetta del Sella, posto proprio al centro della catena apuane. Visione stupenda sulla Tambura, che da qui appare in tutta la sua grandezza. Ben visibile anche tutto "il resto della banda", dal Sagro di Michele al Grondilice, dalle Panie al Sumbra.
Intanto alcune capre incuriosite ci osservano dall'Alto di Sella (m.1723), stanno proprio sull'orlo di un precipizio di 800 metri, penso che sia uno degli animali che invidio di più (se c'è la reincarnazione faccio domanda per diventare una capra apuana!).

Penso che queste siano le Apuane più apuane di tutte, bellezze non solo naturali ma anche storiche che fanno delle nostre vette le "montagne irripetibili".

ciao

nicola

Apuano
30-10-2005, 21:08
se c'è la reincarnazione faccio domanda per diventare una capra apuana!

:lol:

Posso citarti nella firma? ;)
Gran bella escursione dev'essere stata.
Io purtroppo ho esami la settimana prox e questo weekend ho dovuto disertare le nostre Apuane:(
...mi rifarò:cool:

Ciao

meteobuccellato-LU
30-10-2005, 21:12
:lol:

Posso citarti nella firma? ;)
Gran bella escursione dev'essere stata.
Io purtroppo ho esami la settimana prox e questo weekend ho dovuto disertare le nostre Apuane:(
...mi rifarò:cool:

Ciao

Certo!
Ciao e in bocca al lupo per gli esami allora!

nicola

Apuano
30-10-2005, 21:21
Certo!
Ciao e in bocca al lupo per gli esami allora!

nicola

W il lupo!:D (sono animalista).

C'è il blocco massimo a 200 caratteri per la firma :(

Giovanni Staiano
30-10-2005, 23:31
Caro Nicola, è veramente una magnifica quanto faticosa escursione la tua. L'ho fatta diversi anni fa, nel 1994, giusto in questo periodo.

Non contento, nel 1996 riuscì a salire al Sella da Renara, attraverso la lizza della monorotaia, riallacciandomi all'itinerario che sale dal canale dei Vernacchi all'incirca all'altezza della Focola del Vento, per un dislivello di 1429 metri.

Oggi, più modestamente, la famiglia Staiano si è salito l'Altissimo per la via normale dalle Gobbie, passando per il Passo degli Uncini (sentiero 33), con un dislivello di poco più di 550 metri. Bella salita comunque, che già comunque conoscevo, con qualche tratto che richiede attenzione nella parte alta.

In discesa abbiamo seguito l'itinerario di vetta verso est, quindi dalla parte opposta a quella di salita, fino al Passo del Vaso Tondo, scendendo poi alla vasta Cava Fondone e tornando alle Gobbie per un lungo tratto di marmifera e solo negli ultimi 10 minuti scendendo per il sentiero 33.

Mi pare che Michele (a proposito, in bocca al lupo anche da parte mia ;) ) abbia salito l'Altissimo per questo percorso nel dicembre del 2004.

Veramente eccezionali queste nostre montagne.

meteobuccellato-LU
30-10-2005, 23:37
Beh Giovanni direi escursione spettacolare pure la tua!
L'Altissimo penso sia uno dei punti panoramici pià privilegiati della catena, è una montagna che ha sofferto tanto ma che trasuda storia da ogni parte (cave, vecchie lizze, postazioni dei partigiani, ecc.).

Tra le prossime escursioni che ho in programma ci sono una bella Resceto-Piastriccioni-Cave Cruze-Passo TAmbura-Vandelli e una gita alla Cava della Tacca Bianca, proprio sotto l'Altissimo.

Per la prima so come arrivarci e non dovrebbero esserci particolari problemi se non una moderata esposizione, per la seconda ho poche info, te ci sei mai stato?

ciao

nicola

p.s: comunque oggi veramente caldo in quota! Roba da settembre

Apuano
30-10-2005, 23:52
Mi pare che Michele (a proposito, in bocca al lupo anche da parte mia ;) ) abbia salito l'Altissimo per questo percorso nel dicembre del 2004.

Veramente eccezionali queste nostre montagne.

Gia... fu l'escursione che mi costò il famoso termometrino :cry:
Smarrito proprio nel tratto di bosco che si attraversa scendendo dal passo degli uncini fino ad arrivare alla marmifera.:cry:

PS. W il lupo nuovamente ;)

Giovanni Staiano
31-10-2005, 00:15
Beh Giovanni direi escursione spettacolare pure la tua!
L'Altissimo penso sia uno dei punti panoramici pià privilegiati della catena, è una montagna che ha sofferto tanto ma che trasuda storia da ogni parte (cave, vecchie lizze, postazioni dei partigiani, ecc.).

Tra le prossime escursioni che ho in programma ci sono una bella Resceto-Piastriccioni-Cave Cruze-Passo TAmbura-Vandelli e una gita alla Cava della Tacca Bianca, proprio sotto l'Altissimo.

Per la prima so come arrivarci e non dovrebbero esserci particolari problemi se non una moderata esposizione, per la seconda ho poche info, te ci sei mai stato?

ciao

nicola

p.s: comunque oggi veramente caldo in quota! Roba da settembre

Direi roba da inizio settembre :shock:

Certo che ho fatto la salita alla Tacca Bianca.

Dopo una prima esplorazione "informativa", salendo solo fino alla Cava dalla "Polla", la località dove inizia la marmifera, oltre il paese di Azzano, sono poi salito tre volte dalla stessa Polla fino a oltre la Tacca Bianca, una volta limitandomi al Vaso Tondo, due volte giungendo fino alla vetta dell'Altissimo. In tutti i casi siamo rientrati via Cervaiole, e qui sta forse il problema, perchè il sentiero nel tratto di cava credo sia scomparso, e già io in passato ebbi dei problemi.

Il tratto tra la Tacca Bianca e il Vaso Tondo è veramente spettacolare, non difficile, ma espostissimo e a lungo aereo, affacciato sulla parete sud, poi molto ripido nella risalita del canale sotto il Vaso Tondo.

Ho poi fatto il percorso della Tacca Bianca anche scendendovi dagli Uncini, per tracce quasi invisibili di sentiero (ero con una prsona che conosceva il percorso, da solo non credo lo saprei ritrovare), una gita straordinariamente bella quanto "pesante" in termini di fatica e attenzione costante per il terreno difficile e i molti tratti esposti.

Se vuoi salire alla Tacca da Azzano fammelo sapere. Magari si organizzano due macchine, così non abbiamo il problema della discesa, lasciandone una alle Gobbie.

kornz
07-11-2005, 10:16
butto un sasso nello stagno, voi che ne pensate delle escavazioni e cave varie sulle apuane?

Giovanni Staiano
07-11-2005, 22:37
butto un sasso nello stagno, voi che ne pensate delle escavazioni e cave varie sulle apuane?

Argomento delicatissimo.

Mi riconosco in quanto ha scritto Nicola, il nostro meteobuccellato-LU, in questo interessante articolo
http://www.alpiapuane.info/news/articolo.asp?ID=299

meteobuccellato-LU
09-11-2005, 00:36
Giovanni, onorato per la citazione!

Effettivamente quello del problema cave è un problema molto grande, ambientale, sociale e anche culturale.

Volevo segnalare che la cava del Passo della Focolaccia sta licenziando diversi lavoratori (cassa integrazione),ufficialmente perchè non c'è più "marmo buono", ufficiosamente, perchè sembra che la Procura di Lucca si sta muovendo.

Segnalo infine questo comunicato stampa sulle Cervaiole.

CERVAIOLE E USI CIVICI. LA PROPRIETÀ DELLA MONTAGNA È DELLA COMUNITÀ DI AZZANO E DELLA CAPPELLA E NON DELL'HENRAUX S.P.A.

La proprietà della Vetta delle Cervaiole non sarebbe nelle mani della Società Henraux, ma della Comunità di Azzano e della Cappella che per secoli ne è stata utilizzatrice e custode con diritti collettivi di pascolo, legnatico compreso quello a cavar pietre.
Questo risulta dal fatto che il Comune di Seravezza ha in corso davanti al giudice speciale degli Usi Civici di Roma una causa di rivendica della proprietà demaniale contro l'Henraux, nella quale l'amministrazione comunale chiede il rilascio in favore della Comunità frazionale di Azzano e della Cappella proprietaria dei beni collettivi di uso civico del Monte Altissimo comprese le Cervaiole.

Negli anni '80 il comune fece uno studio storico giuridico con la predisposizione di mappe che individuano i beni di uso civico nella zona dell'Altissimo comprese le Cervaiole. Successivamente allo studio è partita su questi beni una richiesta di verifica e in base a ciò fu emessa alla fine degli anni '80, da parte dell'Autorità per gli usi civici della Regione Toscana, un'ordinanza di reintegra dei quei beni posseduti in base a titoli di proprietà che attualmente sono sub iudice. A seguito dell'ordinanza partì la notifica alla Società Henraux la quale fece opposizione, instaurando il contenzioso davanti al giudice speciale della materia avente sede in Roma, dove il procedimento è ancora in corso.
Alla luce di questi importanti fatti va rivista e reinterpretata tutta la questione riguardante il piano di escavazione presentato dalla Henraux S.p.a. che punta ad ottenere l'autorizzazione da parte del Parco delle Apuane dell'abbattimento della Vetta delle Cervaiole e che porterà nella fase finale ad un suo abbassamento per un altezza di 100 metri e per un fronte 300 di larghezza. Con le tecnologie di cava attuali, nel corso di pochi anni si assisterebbe alla completa scomparsa della montagna. Ma con quali vantaggi per il territorio nessuno lo ha mai chiarito. Vedremo invece aumentati i danni ambientali e sociali dovuti al maggiore inquinamento da traffico pesante su di un territorio ad alta vocazione turistica, già fortemente provato e penalizzato. Vedremo sparire nel giro di poco tempo una risorsa unica, preziosa e non rinnovabile qual è il nostro marmo.

Sulla questione delle cave la posizione dei Verdi è sempre stata chiara. L'escavazione del marmo deve avvenire garantendo la lavorazione e trasformazione in loco e quindi andando così a costituire un flusso di ricchezza per una larga fetta della realtà economica e sociale e non solo per pochi. Auspichiamo, in accordo con l'odg approvato dal Consiglio comunale di Seravezza nell'estate del 2003, il doveroso e pieno riconoscimento dei diritti di proprietà collettiva di uso civico alla comunità della Cappella sul gruppo del Monte Altissimo. Crediamo che a partire da questo si possa aprire la possibilità non solo di far ricadere sui cittadini di tale comunità i benefici dello sfruttamento degli agri marmiferi, ma anche quella di porre in essere una gestione oculata dei giacimenti nel principio dell'ecosostenibilità ovvero della conservazione e tutela della risorsa marmo per poter essere usufruita anche dalle generazioni future.

Pier Luigi Giannetti
Portavoce dei Verdi della provincia di Lucca
Assessore alla pianificazione del territorio del Comune di Seravezza

meteobuccellato-LU
13-11-2005, 15:44
Ciao, segnalo questo interessante articolo sull'attività estrttiva in Apuane.
Sembra che qualcosa, anche a livello di opinione pubblica, si stia finalmente smuovendo.

nicola

da IL VENERDI di REPUBBLICA, Supplemento de LA REPUBBLICA, 28 OTTOBRE 2005, n. 919, 106-109

Perché si continua a scavare senza pietà il marmo della Pietà

Luigi Bignami

Italia Nostra denuncia: del prezioso materiale vengono estratte cinque milioni di tonnellate l'anno, contro le 300 mila di mezzo secolo fa. E il bello è che non servono per fare statue, ma per filtrare i fumi delle ciminiere.

Pietà per il marmo della Pietà. L'invocazione arriva da Italia Nostra: «Nell'ultimo ventennio è stato estratto più materiale dalle Alpi Apuane che nei duemila anni precedenti. E la crescita sembra non avere fine» dice Mario Venutelli, presidente della sezione Apuo-lunense dell'associazione ambientalista. Ma non è il solo a preoccuparsi, gli appelli per una maggior tutela dell'area da cui si ricava il celebre marmo di Carrara sono stati sottoscritti anche dai premi Nobel come Rita Levi Montalcini e Mikhail Gorbaciov. D'altra parte, l'accelerazione dell'attività estrattiva sta modificando radicalmente il paesaggio. «La Focolaccia, il più alto valico delle Apuane, tra il monte Cavallo e la Tambura, è stato "abbassato" di oltre 50 metri» spiega Elia Pegollo, presidente dell'associazione Pietra Vivente. «Non solo, il monte Serrone, che domina Carrara, non è più quello ritratto nelle cartoline di qualche anno fa e i carraresi non lo chiamano più, come facevano un tempo, il piccolo Cervino. Il Carchio ha perso la sua caratteristica cuspide e sul monte Altissimo, la montagna cara a Michelangelo, certe sorgenti ormai sputano fango anziché acqua». I dati raccolti da più fonti parlano chiaro: nell'arco di un cinquantennio si è passati da trecentomila a oltre cinque milioni di tonnellate di marmo estratte l'anno. Tanto per farsi un'idea: una quantità sufficiente a pavimentare, con piastrelle di marmo spesse un paio di centimetri, un'autostrada di otto corsie lunga quanto l'intera Penisola. La frenetica attività di scavo è testimoniata anche dagli oltre mille camion che ogni giorno, stracolmi di pietra, lasciano Carrara. Ma cosa ha reso così ricercata una roccia apprezzata in passato soprattutto dagli artisti, da Michelangelo al Bernini, da Canova a Thorvaldsen e Moore? A sorpresa, la risposta non ha molto a che fare con pavimenti, rivestimenti o fregi, insomma con gli usi classici del marmo. Ma piuttosto con gli usi industriali del carbonato di calcio, la sostanza di cui è composto il marmo. Da alcuni anni lo si usa infatti per «patinare» la carta, per assorbire i fumi acidi che si formano nelle centrali elettriche a combustibili fossili e come sbiancante in vari processi chimici. Con la crescente richiesta di carbonato di calcio, prima si è iniziato con il portare a valle i massi di scarto, poi, vista la resa economica, si è deciso di estrarre direttamente marmo a questo scopo. «Il risultato è che oggi due terzi dei camion che passano per le città non trasportano marmo statuario, bensì blocchi per fini industriali» dice Venutelli. Per soddisfare questo aumento esponenziale della richiesta la tecnologia ha dato forma a macchine che, affondando nel marmo le loro catene diamantate, estraggono in un'ora ciò che solo venti anni fa richiedeva un giorno di lavoro. «Un'altra causa dell'insulso smantellamento delle Apuane è la spietata concorrenza di altri Paesi, come Cina e India, che ormai hanno imparato dagli esperti di Carrara come estrarre e lavorare il marmo». Le conseguenze? Se nel passato a Massa e Carrara era attiva una fiorente industria della lavorazione del marmo estratto all'estero, ora questo non succede più. In ogni Paese dove sì estrae marmo si è imparato a lavorarlo, quasi sempre grazie all'aiuto delle industrie italiane che fabbricano le macchine. La spietata concorrenza su tutti i versanti, sempre secondo Italia Nostra, ha portato i proprietari delle cave a svendere il marmo di Massa e Carrara come fosse una roccia comunissima, pur di essere competitivi sul mercato. Ciò obbliga a estrarne quantità che venti o trent'anni fa sembravano inimmaginabili. La conferma viene dalla Omnia, una multinazionale che da quarantanni prende il marmo sulle Alpi Apuane. «Per i diversi scopi estraiamo circa duecento tonnellate di marmo a settimana» ammette Wasim Accardo, responsabile della società. Ciò significa che la Omnia da sola preleva diecimila tonnellate l'anno. Una così gigantesca macchina estrattiva avrà almeno creato occupazione... «Macché, sta avvenendo il contrario» spiega Venutelli. Gli addetti alle cave, infatti, sono scesi dai 14 mila del primo Novecento agli attuali 1000-1500 e continuano a diminuire. Lo sviluppo di nuove e tecnologie per l'estrazione ha infatti portato a un notevole aumento della produttività per addetto: si è passati dalle cinquanta tonnellate l'anno di cinquant'anni fa alle seicento tonnellate annue negli anni Ottanta fino alle attuali mille tonnellate. Accanto alla distruzione del paesaggio, con le montagne che cambiano forma perdendo le loro cime, c'è il rischio di vedere compromesso il patrimonio ecologico delle Apuane. Le precipitazioni e le grandi altezze hanno consentito l'insediamento di piante nordiche, tipiche dell'Artico o della Siberia, mentre la vicinanza del mare ha permesso la crescita di piante mediterranee. Delle 5.599 specie floristiche d'Italia, poco meno della metà sono presenti nelle Alpi Apuane. «È un patrimonio di enorme significato scientifico, che non può essere amministrato con sufficienza» conferma Fabio Garbari, biologo dell'Università degli Studi di Pisa. Ma ci sono soluzioni a tutto questo? «Ci sarebbero» risponde Venutelli. «Bisognerebbe chiudere le cave che oggi sono all'interno del Parco delle Apuane e che, invece, continuano a ottenere proroghe. Inoltre sarebbe necessario salvaguardare alcune aree che raccontano la storia di duemila anni di estrazioni. Vi sono ancora cave romane, le poche a non essere state distrutte, che andrebbero trasformate in siti archeologici, allontanando da esse le cave attive. E poi bisognerebbe ridare il giusto valore al marmo di Carrara, reso immortale della Pietà o dal David e ora svenduto per filtrare il fumo delle ciminiere».

meteobuccellato-LU
13-11-2005, 15:54
butto un sasso nello stagno, voi che ne pensate delle escavazioni e cave varie sulle apuane?


Ciao Kornz, come detto da Giovanni argomento delicato.
Se ti interessa ti posto questo interessante dossier (tratto dal www.lapietravivente.it) sulla cava al Passo della Focolaccia, teatro tra l'altro di una manifestazione il 26 giugno scorso, a cui eravamo presenti insieme a Giovanni e Michele (che, per inciso, quel giorno fecero una vera e propria "impresa" escursionistica ;) )

ciao

nicola

PRIMA PARTE DOSSIER

La storia della lotta all'escavazione selvaggia ha origini lontane e simbolo ne è divenuto presto il Passo della Focolaccia, il più alto delle Alpi Apuane. Qui di seguito (in ordine cronologico inverso) proponiamo alcuni documenti significativi di questo lungo percorso che, lungi dall'essere al termine, ha avuto esiti pressoché nulli sul piano operativo:

37 - dicembre 2004. Il mensile di divulgazione scientifico-naturalistica e tutela ambientale "Airone", pubblica, su nostra richiesta, l' "SOS" per il passo della Focolaccia [leggi l'articolo];

36 - 5 novembre 2004. La risposta alla richiesta inoltrata al Direttore del Parco da parte di Dino Ferri (vedi n° 32) non tarda ad arrivare [leggi la copia della pronuncia di compatibilità ambientale della cava di Piastramarina, comprensiva di nullaosta, ex L.R. 65/97];

35 - 27 ottobre 2004. Le inquietanti decisioni che l'amministrazione comunale di Vagli vorrebbe adottare in termini di salvaguardia del territorio e difesa occupazionale: uscire dal Parco delle Apuane! [leggi l'articolo];

34 - ottobre 2004. Quando, per la presenza di molta neve, diviene impossibile reperire materiale dai ravaneti delle cave con l'obiettivo della trasformazione in carbonato di calcio, il rischio è che impianti di frantumazione (come il "Migra" di Castelnuovo Garfagnana) rimangano fermi, con ovvi e conseguenti disagi economici. Per ovviare a questo "inconveniente" il marmo - non necessariamente appartenente agli scarti dei ravaneti - viene estratto e poi ammassato nei depositi e nelle segherie, ma anziché essere utizzato nel lapideo, viene preso e frantumato da un enorme martello pneumatico montato su un mezzo adibito al movimento terra (come accaduto con la società "Semap" di Piazza al Serchio, dedita a questa pratica già dalla primavera scorsa). Ormai molti imprenditori, che pure hanno l'autorizzazione all'estrazione, stanno dedicandosi a questo tipo di attività molto meno rischiosa sotto tutti i punti di vista, anche nella considerazione che i marmi di pregio stanno ormai esaurendosi e, nell'ipotesi che sulle Apuane ne sia rimasta una qualche quantità, questa si trova in zone disagiate che innalzano considerevolmente i costi estrattivi, mandando fuori mercato il prodotto. Quindi è impensabile che un qualsiasi imprenditore faccia degli investimenti in tal senso: molto meglio darsi alla frantumazione. Costa meno, vi sono meno rischi, si lavora tutto l'anno. Non credete a questa storia? Guardate le foto (1 e 2)!

33 - 29 settembre 2004. Dino Ferri richiede al direttore del Parco delle Alpi Apuane, dott. Antonio Bartelletti, una copia del nullaosta rilasciato dal Parco delle Apuane alla cava di marmo del Passo della Focolaccia;

32 - 25 settembre 2004. A Gallicano si tiene una conferenza del prof. Connett dal titolo «Impatti ambientali e sanitari della gassificazione» (vedi la notizia su "SerchioNews" e scarica la presentazione e il suo testo);

31 - settembre 2004. Al fine di sensibilizzare la popolazione in relazione alle tematiche ambientali che affliggono le Apuane, è stato approntato un volantino, distribuito durante il Forum Regionale dell'acqua, tenutosi a Camporgiano (provincia di Lucca);

30 - agosto 2004. Vengono inoltrati comunicati via web (1 e 2) che hanno risonanza su siti che si occupano di ambiente;

29 - 19 luglio 2004. Leonardo Sturiale scrive un articolo in cui si riporta all'attenzione dell'opinione pubblica il problema dell'escavazione selvaggia sulle Apuane ["La Nazione"];

28 - 20 maggio 2001. La costante e incalzante denuncia delle associazioni ambientaliste sulle devastanti conseguenze prodotte sull'ambiente dalla cava della Focolaccia [leggi l'articolo, su "La Nazione", cronaca della Garfagnana];

27 - 15 marzo 2001. L'instancabile tenacia del mondo ambientalista nel denunciare l'autorizzazione ad una attività che non conosce né soste né regole [leggi l'articolo, su "La Nazione", cronaca della Garfagnana];

26 - 2000. L'insieme delle Associazioni ambieliste denuncia con un esposto alla Procura della Repubblica i danni provocati dall'escavazione al Passo della Focolaccia;

25 - 29 dicembre 1999. L'incontro tenutosi presso la sede del Parco delle Apuane, a Castelnuovo di Garfagnana, tra associazioni ambientalista e il presidente del Parco, Luigi Grassi. Viene richiesta l'immediata revoca delle autorizzazioni rilasciate alla cava del Passo della Focolaccia [leggi l'articolo, su "La Nazione", cronaca Mediavalle/Garfagnana];

24 - 15 ottobre 1999. L'ennesima denuncia sull'aggressione che la cava di marmo al Passo della Focolaccia sta infliggendo all'ambiente apuano [leggi l'articolo, su "La Nazione", cronaca della Garfagnana];

23 - 25 settembre 1999. La cava di marmo del Passo della Focolaccia purtroppo è anche luogo di tragedia [leggi l'articolo, su "La Nazione", cronaca della Toscana];

22 - 16 gennaio 1999. Ancora un sequestro di cava, dopo una serie di sopralluoghi. Invariabilmente scatta il ricatto occupazionale e gli amministratori locali, con una tendenza ormai inveterata, si schierano dalla parte di chi non rispetta le leggi [leggi l'articolo, su "Il Tirreno", cronaca Mediavalle/Garfagnana];

21 - 1995-1996. Come comitato Legambiente locale proponiamo un articolo ("Il Tirreno", pubblicato il 9 maggio 1995) nel quale ci "divertiamo" a fare un semplice "calcolo della serva": estensione della catena apuana / numero di tonnellate annue di marmo estratto = numero di anni di sopravvivenza delle nostre alpi! E' curioso notare come anche per questioni apparentemente più "banali" (ma che banali non sono: come dimostra l'alluvione che ha distrutto Cardoso il 19 giugno 1996) come, per esempio, la gestione agro-forestale dei boschi in relazione a frane e smottamenti di terreno, la contrapposizione tra "ambientalisti" (definizione che a tratti sembra davvero assumere una connotazione del tutto negativa...) e altri continua ad assumere il tono della polemica. Vedere per credere il "carteggio" (di cui purtroppo siamo riusciti a rintracciare solo le prime due puntate) tra la dottoressa Isabella Ronchieri e il geologo Turba, su "La Nazione";

20 - 17 ottobre 1995. Dopo l'ondata di sequestri di cave di marmo in Garfagnana e in Alta Versilia, effettuati dalla Procura di Lucca, succede l'incredibile: anziché inibire gli scempi e le devastazioni perpetrate da anni sulle Apuane, il potere politico (comuni, province, regione) legalizzano, rilasciando tutte le autorizzazioni necessarie alla continuazione dell'attività estrattiva. La denuncia dei Verdi di Lucca e della Garfagnana, del gruppo WWF Garfagnana in relazione alla ripresa del lavoro al Passo della Focolaccia. [leggi l'articolo, pubblicato su "Il Tirreno", cronaca Mediavalle/Garfagnana];

19 - 1994. L'uscita del dossier suscita molte preoccupazioni, come si evince dall'articolo comparso sulla cronaca di Carrara, poiché si tratta di un vero e proprio attacco senza precedenti al settore dell'attività estrattiva, denunciando la diffusa illegalità, gli scempi, le devastazioni, le gravi forme di inquinamento prodotte e molto altro ancora; "La Pietra Vivente" e Legambiente contestano le nuove autorizzazioni al prelievo di materiali inerti nella valle di Resceto, chiedendo le dimissioni del presidente del Parco delle Alpi Apuane, Luigi Grassi [leggi l'articolo];

18 - 28 aprile 1994. L'autorità giudiziaria di Lucca, con un provvedimento firmato dai GIP Carlo Annarumma ed Elisabetta Capaccioli, su richiesta del Procuratore Fabio Origlio, ha posto sotto sequestro sette cave di marmo in Alta Versilia. L'operazione è stata coordinata dai Carabinieri e dal Corpo Forestale dello Stato. Su "Il Tirreno", nelle pagine dell'attualità - cronaca toscana;

meteobuccellato-LU
13-11-2005, 15:59
SECONDA PARTE DOSSIER FOCOLACCIA

17 - Marzo 1994. Le dure accuse del geologo Renzo Zia sull'irresponsabile gestione del territorio a seguito di una alluvione verificatasi in Alta Versilia. Il trafiletto in basso evidenzia le richieste avanzate da "La Pietra Vivente", Legambiente, WWF e altri all'autorità giudiziaria, al fine di appurare l'esistenza dello stesso tipo di violazioni, richiamate dal Procuratore di Lucca, sul territorio del Comune di Massa, alla cava di marmo del passo della Focolaccia [leggi gli articoli]. Il giorno 2: dopo il sequestro della cava del Passo della Focolaccia, la Procura della Repubblica, eseguiti i dovuti accertamenti, pone sotto sequestro altre cave abusive, suscitando feroci proteste che sfociano in una manifestazione in località Gorfigliano, dove, per altro, furono messe in giro da persone prive di scrupoli, voci false nelle quali si sosteneva che a breve sarebbero giunti numerosi pullman carichi di Verdi e ambientalisti pronti a occupare tutte le cave [leggi l'articolo]; il giorno 5: ancora sulla vicenda del sequestro escono diversi articoli, anche a seguito del dossier che hanno predisposto gli accertamenti del caso a seguito delle denunce [leggi l'articolo de "Il Tirreno", sulla pagina dell'attualità, cronaca della Toscana], mentre anche l'allora presidente del Parco delle Alpi Apuane, Luigi Grassi, espone le proprie considerazioni in merito ai sequestri delle cave [leggi l'articolo su "Il Tirreno", cronaca Mediavalle/Garfagnana]. Un po' di sconcerto invece lo generano le dichiarazioni sconcertanti di alcuni sindacalisti della Garfagnana che rilasciano dichiarazioni di una certa gravità, definendo chi si è battuto contro la diffusa illegalità presente nelle attività estrattive «integralisti dell'ambiente», con una scarsa percezione del fatto che i lavoratori per poter lavorare e mangiare PRIMA DI TUTTO devono essere vivi! Il giorno 9 alcuni imprenditori locali del settore lapideo orchestrano una protesta, con l'avallo di acuni amministratori del Comune di Minucciano e alcuni sindacalisti, fecendo leva sulla popolazione di Gorfigliano, affinché non ritirino i certificati elettorali se non viene effettuata una sanatoria sulle cave di marmo [leggi l'articolo]. Il giorno 10 Leonardo Lombardi del WWF Toscana cerca di far chiarezza su chi tenta di ingannare i cittadini usando disinformazione e falsità;

16 - 6 febbraio 1994. La replica immediata dei Verdi di Lucca e della Garfagnana e dell'ex WWF sul sequestro della cava: l'articolo è su "La Nazione" nella cronaca della Mediavalle/Garfagnana;

15 - 1994. Dopo il sequestro della cava divampa la polemica: l'imprenditore, tramite la stampa, dichiara pubblicamente - verso il dott. Origlio - di essere fuori regola, ma anche molti altri imprenditori lo sono. Quindi: o lei interviene anche sugli altri, oppure la denuncio. Inutile commentare la strategia da scuola elementare, al solo scopo di salvarsi tirando in ballo gli altri [leggi l'articolo]; i posti di lavoro sono oggetto anche delle considerazioni del segretario della C.G.I.L. della Garfagnana, secondo il quale è il Parco a far perdere terreno allo sviluppo industriale della zona [leggi l'articolo]. Come se non bastasse si vuol costruire un impianto di frantumazione: nell'articolo le considerazioni negative di "Italia Nostra" sulla zona scelta per l'edificazione dell'impianto di frantumazione (MIGRA) per il recupero dei materiali di scarto delle cave di marmo, all'interno del territorio del comune di Minucciano. Il comune, per la realizzazione dell'impianto, sceglierà un sito ancora peggiore in località Betoletto, in mezzo a un bosco secolare di castagno, quasi alla sommità di un monte. Un autentico "ecomostro", totalmente in cemento, alto oltre trenta metri e con un impatto ambientale a dir poco devastante;

14 - Febbraio 1994. Il Sostituto Procuratore della Repubblica presso la Pretura di Lucca, Dott. Fabio Origlio, pone sotto sequestro per la seconda volta la cava di marmo del Passo della Focolaccia, inviando avviso di garanzia al gestore della cava [leggi il trafiletto sul giornale], mentre su un numero della rivista dell'ACI, Mario Pellegrini intitola il suo articolo «Alpi Apuane. Montagne irripetibili».

13 - 8 ottobre 1993. L'uscita del dossier "Alpi Apuane: un parco di illegalità" (vedi la copertina) denuncia le devastazioni e l'inquinamento. Ne danno notizia il 15 ottobre sia "La Nazione" (nella cronaca della Versilia) che "la Repubblica", alla cronaca di Firenze. Immediata è la reazione della presidentessa dell'Assindustria Simonetta Cattani Larrareschi che si lascia andare a deliranti affermazioni sul quotidiano "La Nazione" cronaca di Carrara del 22 ottobre 1993;

12 - In merito alla ripresa delle attività estrattive nel 1993 al Passo della Focolaccia, considerazioni del WWF Toscana (a cura di Leonardo Lombardi);

11 - 13 agosto 1993: nello sconcerto generale riprende l'attività estrattiva al Passo della Focolaccia. Scatta la denuncia dei Verdi di Lucca e della Garfagnana in articoli pubblicati su "La Nazione" e "Il Tirreno", cronaca della Media Valle/Garfagnana;

10 - In data 25 febbraio 1993 la dott.ssa Monarca, Assessore regionale all'Ambiente, risponde al Sindaco di Massa dicendo che "secondo quanto affermato dal geologo regionale incaricato appaiono opinabili le considerazioni svolte nella lettera di codesto Comune sia per quanto riguarda speleogenetici che quelli relativi all'inquinamento della sorgente Frigido. Senza entrare nel dettaglio sulle questioni tecnico-scientifiche, che possono essere affrontate nella sede opportuna, preme comunque citare la recente pubblicazione del Centro Nazionale delle Ricerche sulla "Carta della vulnerabilità all'inquinamento degli acquiferi delle Alpi Apuane" che inserisce la zona della cava "Benedetti" nella classe ad alto grado di vulnerabilità all'inquinamento delle acque sotterranee proprio per l'elevato carsismo e l'attività di cava presenti" [leggi la lettera].

9 - In data 1 febbraio 1993 il Sindaco di Massa risponde alla Regione Toscana. Secondo il Sindaco "si deve però rilevare che l'area interessata dall'escavazione è al di fuori di frattura [degna di attenzione per quel che riguarda fenomeni di carsismo, ecc. - n.d.r.], per cui fenomeni di carsismo possono esistere, ma relativamente ai cosiddetti "finimenti" che dovrebbero aver dato luogo al massimo a cavità modeste per ampiezza e profondità". L'uso del condizionale nell'ultima frase fa concludere con asserzioni certe, secondo le quali "in Piastra Marina il fenomeno di grotte e/o cavità, nella zona interessata dalla cava, può ricorndursi alla presenza di semplici "buchi" privi di interesse idrogeologico, paleontologico etnologico, storico e speleologico [leggi la lettera];

8 - In data 30 dicembre 1992 la dott.ssa Monarca, Assessore regionale all'Ambiente risponde all'esposto della Federazione Speleologica Toscana (FST) chiede alle amministrazioni in indirizzo (Sindaco del Comune di Minucciano, Sindaco del Comune di Massa, Presidente del Parco delle Apuane) quali provvedimenti intendano assumere in relazione alla situazione evidenziata dalla FST [leggi la lettera];

7 - In data 26 novembre 1992 il coordinatore provinciale del Corpo Forestale dello Stato della Provincia di Massa-Carrara risponde all'esposto confermando che, per quel che riguarda la Provincia di Massa-Carrara, l'attività estrattiva "finora è avvenuta secondo il piano di coltivazione approvato [...] ad eccezione della sistemazione del ravaneto dismesso...". Si parla, nel proseguio di "altre piccole inosservanze" [leggi la lettera];

6 - In data 25 novembre 1992 il coordinatore provinciale del Corpo Forestale dello Stato della Provincia di Lucca risponde all'esposto confermando che, per quel che riguarda la Provincia di Lucca, l'attività estrattiva è (stata) sospesa fino al 30 giugno 1992 (era quindi normale che gli speleologi che hanno fatto il sopralluogo trovassero la cava a pieno regime estrattivo. Si parla della cavità ostruita osservata, il giorno 30 giugno 1992, dal personale del CFS "intravista da lontano"... [leggi la lettera];

5 - Il 5 ottobre 1992 Marco Frati, presidente della Federazione Speleologica Toscana, invia una lettera di denuncia alla Regione Toscana (Assessorato all'Ambiente, Energia e Protezione Civile), al presidente del Parco delle Apuane, al Pretore di Massa, alla Provincia di Massa-Carrara (ufficio Ambiente) e al Corpo Forestale dello Stato. Nella lettera si fa menzione all'attività di escavazione che continua alla cava "Benedetti" (al Passo della Focolaccia) nonostante gli Enti della Provincia di Lucca preposti al controllo di tali attività avessero da tempo intimato lo stop al lavori di estrazione del marmo

4 - 5 agosto 1992: le dure accuse contro l'amministrazione comunale di Massa, la denuncia delle devastazioni che si stanno consumando al Passo della Focolaccia, sul monte Sella, i gravi problemi ambientali e gli enormi disagi prodotti alla popolazione di Forno dalle cave di inerti è quanto denunciato in un articolo apparso su "La Nazione" (cronaca di Massa) da Elia Pegollo e da "La Pietra Vivente" durante la presentazione della mostra fotografica sulle Ali Apuane, alla Filanda di Forno. 17 settembre 1992: la denuncia sugli scempi e le attività estrattive abusive continuano senza sosta.

3 - 18 giugno 1991: le gravi forme di inquinamento da idrocarburi dell'acquedotto comunale di Massa, provocata dallo sverso di olii impiegati nelle lavorazioni in cava risaltano nuovamente sui quotidiani: leggi l'articolo de "La Nazione", cronaca di Massa.

2 - 12 maggio 1991: "La Nazione" pubblica un articolo sullo scempio che sta provocando la cava di marmo al Passo della Focolaccia. Ne seguiranno altri sull'onda dei primi significativi risultati delle denunce: in data 24 giugno 1992 la Pretura Circondariale di Lucca rinvia a giudizio il titolare della ditta I.M.P. Clemente Benedetti e sequestra la cava;

Apuano
13-11-2005, 22:35
Campocecina (prati) mt.1330 circa
Periodo 15 Ott./13 Nov.
Minima: +3,9°

:p

meteobuccellato-LU
14-11-2005, 00:22
Per Giovanni: cresta Pania-Pizzo delle Saette

Sì Giovanni, ho fatto Pania-Pizzo via cresta.
Passaggi delicati non ce ne sono, ma in almeno due punti c'è discreta esposizione. Serve piede fermo e totale assenza di vertigini. Comunque è fattibile, anche perchè, uno di questi due punti è aggirabile con una traccia di sentiero che corre qualche metro più in basso sul versante Mosceta. La cosa strana è che questa cresta mi è sembrata più facile la prima volta che l'ho fatta (in agosto). Sono poi salito sul Pizzo (canaletto molto ripido e sfasciato) e sceso dalla Pianiza.
Io però ti sconsiglio questo itinerario, perchè la discesa dalla cresta alla Pianiza è problematica; meglio affrontarla in salita.
Fai come feci io qualche mese fa, quando percorsi lo stesso giro ma all'incontrario: conviene cioè andare prima sul Pizzo (dalla via normale della Pianiza per pietraie, passaggio di I° grado qualche metro prima della cresta) e poi in Pania via cresta. Quel passaggio di I° può diventare noioso se fatto in discesa (me ne sono accorto ieri).
Conviene andarci in estate o comunque quando è più caldo: anche ieri alcune rocce erano ricoperte da una insidiosa patina di ghiaccio.

Altro argomento: la mia prossima meta (o forse una meta estiva) sarebbe il Contrario, te lo hai mai fatto? Me ne hanno parlato tutti come di una salita parecchio problematica.

ciao :D

nicola

kornz
14-11-2005, 15:26
Campocecina (prati) mt.1330 circa
Periodo 15 Ott./13 Nov.
Minima: +3,9°

:p
ho visto le foto della tua stazione, non è che siamo vicini id casa? io sto in via fiorillo :D

Giovanni Staiano
14-11-2005, 22:00
Per Giovanni: cresta Pania-Pizzo delle Saette

Sì Giovanni, ho fatto Pania-Pizzo via cresta.
Passaggi delicati non ce ne sono, ma in almeno due punti c'è discreta esposizione. Serve piede fermo e totale assenza di vertigini. Comunque è fattibile, anche perchè, uno di questi due punti è aggirabile con una traccia di sentiero che corre qualche metro più in basso sul versante Mosceta. La cosa strana è che questa cresta mi è sembrata più facile la prima volta che l'ho fatta (in agosto). Sono poi salito sul Pizzo (canaletto molto ripido e sfasciato) e sceso dalla Pianiza.
Io però ti sconsiglio questo itinerario, perchè la discesa dalla cresta alla Pianiza è problematica; meglio affrontarla in salita.
Fai come feci io qualche mese fa, quando percorsi lo stesso giro ma all'incontrario: conviene cioè andare prima sul Pizzo (dalla via normale della Pianiza per pietraie, passaggio di I° grado qualche metro prima della cresta) e poi in Pania via cresta. Quel passaggio di I° può diventare noioso se fatto in discesa (me ne sono accorto ieri).
Conviene andarci in estate o comunque quando è più caldo: anche ieri alcune rocce erano ricoperte da una insidiosa patina di ghiaccio.

Altro argomento: la mia prossima meta (o forse una meta estiva) sarebbe il Contrario, te lo hai mai fatto? Me ne hanno parlato tutti come di una salita parecchio problematica.

ciao :D

nicola

Grazie, Nicola.

La salita per via normale dalla Pianiza l'ho fatta ben 3 volte, l'ultima anche con Alessandro nel settembre 2004, e il passaggio che citi, seppure certo un filo più delicato in discesa, non ci ha in effetti creato problemi.

Presumo quindi che la prossima estate tutta la famiglia Staiano farà l'itinerario che hai consigliato tu, magari con qualche altro forumista ;) .

Capitolo Contrario: è l'unica cima apuana, insieme alla Roccandagia, che manca alla mia "collezione" e ti confesso che sto anche io pensando di colmare la lacuna.

Mi dicono che la salita non è elementare e certo non è da fare con rischio di "patine" ghiacciate (a volte molto traditrici, ricordo qualche problemino del genere in una cresta est dlla Pania della Croce in un dicembre senza neve). Quindi direi che possiamo già ora darci appuntamento al maggio 2006 in Val Serenaia. Mi dicono che la salita migliore è dal Passo delle Pecore, scendendo a Foce Monte Cavallo.

meteobuccellato-LU
14-11-2005, 22:12
Ciao Giovanni, complimenti davvero! Se te ne mancano solo due di vette, ne hai fatte di Apuane...e mi pare che anche Alessandro cresca molto bene! Penso che in rapporto all'età che ha sia uno degli escursionisti con il "curriculum apuano" più ricco.
A me, oltre a Contrario e Roccandagia, mancano Cavallo (ho fatto solo una gobba) e Pisanino (lo so, quest'ultima è una grave mancanza, ma verso quel monte ho un vero e proprio blocco psicologico e non so perchè :sad: :cry: ).
Ora che ci penso mi manca anche il M.Macina, una vetta che mi attira tantissimo.

Penso che tu lo conosca già, comunque ti consiglio vivamente il sito digilander.libero.it/vadoetorno, una vera e propria "bibbia telematica" sulle Apuane.

La prossima pensavo di andare sul Freddone, facendo un bel giro ad anello Ponte Merletti-Campanice-Fociomboli-Freddone-Fociomboli-Puntato-strada Cipollaio. Oppure mi attira tantissimo la Resceto-Vernacchi-Cave Cruze-Focetta dell'Acqua Fredda e ritorno dalla Vandelli...quella parte di Apuane è a dir poco stupenda.

Direi di fare, insieme agli altri apuanistimeteofili, un'altra escursione invernale...non però con quella palla di HP (con infiltrazioni umide) come lo scorso anno sul Lieto!

ciao :D

nicola

p.s.: faccio un po' di pubblicità: sul sito www.paesiapuani.it (del mio compagno di escursioni), se vai sulla sezioni escursioni trovi le relazioni che ho scritto sulle ultime due uscite che abbiamo fatto (Sella da Resceto e Sumbra da Capanne).

Giovanni Staiano
14-11-2005, 23:06
mi attira tantissimo la Resceto-Vernacchi-Cave Cruze-Focetta dell'Acqua Fredda e ritorno dalla Vandelli...quella parte di Apuane è a dir poco stupenda.

Questa è favolosa, in effetti.

Direi di fare, insieme agli altri apuanistimeteofili, un'altra escursione invernale...non però con quella palla di HP (con infiltrazioni umide) come lo scorso anno sul Lieto!

Condivido al 100%. "Materiale" ce n'è, tra Nona, Matanna, Gabberi, Prana, anche in inverno di Apuane da fare senza rischi ce ne sono:D

mi pare che anche Alessandro cresca molto bene! Penso che in rapporto all'età che ha sia uno degli escursionisti con il "curriculum apuano" più ricco.

Effettivamente il piccolo ha un bel curriculum. Non devono essere molti ad avere salito la Pania e il Procinto a 5 anni e mezzo, per esempio, oppure ad avere salito già 5 volte la Pania, di cui una in notturna, a neppure 10 anni. Spero vivamente che la passione gli rimanga con gli anni.

angelo.c
14-11-2005, 23:12
Effettivamente il piccolo ha un bel curriculum. Non devono essere molti ad avere salito la Pania e il Procinto a 5 anni e mezzo, per esempio, oppure ad avere salito già 5 volte la Pania, di cui una in notturna, a neppure 10 anni. Spero vivamente che la passione gli rimanga con gli anni.


Te lo auguro con tutto il cuore......

Angelo.

Apuano
15-11-2005, 21:44
ho visto le foto della tua stazione, non è che siamo vicini id casa? io sto in via fiorillo :D

:o

Non siamo proprio vicini di casa, ma vicini di strada si :D
La mia stazione è in via Cavallotti ;)

meteobuccellato-LU
19-11-2005, 18:04
Ciao,
torna ora ora da una bella escursione: Ponte Merletti (m.805)-Campanice-Fociomboli-M.Freddone (m.1487).

Il buon vecchio Freddone...una montagna "dimenticata", poco battuta, ma che offre veramente degli scorci degne delle sorelle maggiori!
Partenza alle 9 da Ponte Merletti, località di orrida bellezza, poco prima del Cipollaio (vers. Garfagnana), freddo cane, belle stalattiti di ghiaccio ai lati della strada.

Ci inoltriamo nel canale del Freddone, seguendo il sentiero 129 (per nulla segnalato), rigogliose cascatelle d'acqua fanno da colonna sonora all'escursione. Arriviamo a Campanice (m.1053), minuscolo paesino abbandonato, accucciato sotto i torrioni del Corchia. Molte case diroccate ci fanno compagnia, mentre la chiesa del paese è perfettamente conservata (restaurata recentemente). Atmosfera d'altri tempi a Campanice, una volta qui il bosco doveva essere un giardino, siepi circondano il sentiero. Sembra impossibile oggi che le persone potessero vivere qui.
Attraversiamo quindi una bellissima faggeta e un un tappeto di foglie (che belli gli alberi di inverno!), una tramontanella debole ma impertinente mi fa pensare alle T a 850 hpa che cerco di spiegare ai miei compagni di escursione...è proprio freddo!

Arriviamo al valico di Fociomboli, dove c'è uan bella marginetta. Svoltiamo quindi verso il Freddone, su una traccia poco battuta e stretta (ma segnalata), il percorso, seppur non difficile, non è nemmeno banale. La traccia è stretta, in qualche punto c'è una certa esposizione e soprattutto le foglie rendono il terreno scivoloso.

Dopo alcuni traversi e dopo aver incontrato la carcassa di una capra, imbocchiamo il ripido canaletto finale ed arriviamo in vetta al Freddone, dove è presente una croce. Il monte è proprio al centro della Valle della Turrite, è scosceso da tutti i lati e ripido. Bella vista su uno spezzone di Tirreno, stupenda vista del Pizzo delle Saette e della Pania, davanti a noi troneggia la stupenda parete sud del Sumbra e occhieggia il misterioso bosco del Fatonero, dove -dicono- abitano ancora i folletti. Ben visibile la cava delle Cervaiole, incredibile devastazione sulla cresta sud dell'Altissimo.

Torniano indietro infreddoliti, il mio "squallido" -come dice qualche mio amico- cappellino di lana con scritto "Forza Inter" l'ho tenuto per tutto il percorso...segno che il Generale è proprio arrivato!

ciao

nicola

p.s.: sotto un paio di foto (panorami dal Freddone e Chiesa di Campanice) tratte dal bel sito http://digilander.libero.it/vadoetorno/

Apuano
19-11-2005, 21:19
Che bella escursione Nicola!:D

Io avevo in progetto di andare sul Freddone (nome adatto a questo al clima di oggi eh?:rolleyes: )questa primavera ma poi tra una cosa e l'altra non ci sono andato.

Mi incuriosiscono molto anche i vecchi paesini abbandonati tra le montagne e pure io provo spesso ad immaginare come possa essere stata la vita lassù negli anni passati.
Una vita sicuramente molto dura, scandita dall'alternarsi delle stagioni.
Al giorno d'oggi in pochi sarebbero in grado di sostenerla.:roll:
Un altro paesino disabitato è Favilla (mt.938 ) dall'altra parte del Freddone rispetto a Campanice.
Tutti luoghi che in inverno sono davvero proibitivi... sepolti sotto neve e ghiaccio.

Spero di andarci presto sul Freddone, magari in una giornata un po' più caldona :p (ok... è tristissima scusate :oops: )

Giovanni Staiano
19-11-2005, 21:41
Bella escursione, Nicola.

In effetti la salita al Freddone ha alcuni tratti un po' esposti, l'ho fatta una volta sola, diversi anni fa, facendo lo stesso tuo giro, ma a rovescio, passando cioè in discesa da Campanice.

In salita invece arrivammo a Fociomboli da Puntato, a sua volta raggiunto partendo dalla strada di fondovalle da un sebtiero che si stacca poche decine di metri più in basso di Ponte Merletti.

Era autunno anche allora, ricordo anche io le foglie scivolose (tra l'altro era una giornata mite, soleggiata ma molto umida).

Michele si riferisce, parlando dei paesini abbandonati, a Col di Favilla, che si incontra lungo il sentiero che dal lago di Isola Santa sale a Mosceta: un borgo stupendo in una cornice straordinaria, dominato dal Pizzo delle Saette.

Domani noi si va al Rifugio Rossi con una famiglia di amici. Loro hanno una bimba dell'età del mio e un altro bimbo più piccolo, per cui preferiscono femarsi al rifugio. Noi Staiano, mentre loro pranzano, almeno all' Uomo Morto ci arriveremo :D .

Apuano
19-11-2005, 22:11
Copritevi bene domani Giovanni! :)
E buona escursione :wink:

angelo.c
19-11-2005, 22:29
"Torniano indietro infreddoliti, il mio "squallido" -come dice qualche mio amico- cappellino di lana con scritto "Forza Inter" l'ho tenuto per tutto il percorso...segno che il Generale è proprio arrivato!"

ciao

nicola


Sarà anche squallido ma.....ti ha tenuto caldo.....:grin:

Grazie per la cronaca della tua escursione e.....complimenti per il coraggio di esserti dichiarato pubblicamente tifoso interista.

Angelo.

Giovanni Staiano
20-11-2005, 18:46
Stamani alle 8.30, lasciata una Migliarino appena sopra zero (ma nei campi le pozzanghere erano ghiacciate), siamo partiti, io e la mia famiglia, per le Apuane, dove abbiamo fatto una escursione dal Piglionico all'Uomo Morto, passando per il Rifugio Rossi. Arrivati a Diecimo il termometro della cartiera Lucart ci ha informati di un bel -2°C e ovviamente la brina ci ha fatto compagnia in tutta la risalita del fondovalle.

L'escursione è stata quasi tutta sotto zero, visto che i -0,7°C del Piglionico (1100 m) alle 10 circa, sono diventati -2,2°C all'uscita della faggeta un'ora dopo e -3,3°C al Rifugio Rossi (m 1609 metri) poco prima di mezzogiorno.

Ovviamente ghiaccio a volontà alla fonte sotto il rifugio e a tratti anche sul sentiero. Lasciata al Rossi la famiglia di amici che ci accompagnava, abbiamo continuato a salire verso la vetta del sovrastante Uomo Morto, il tipico profilo di viso umano che si individua anche dalla piana tra la Pania delle Croce e la Pania Secca.

In vetta all'Uomo Morto (non al naso, il ripido pendio da "tagliare" per arrivarci era pericolosamente incrostato di ghiaccio, abbiamo perciò ripiegato sul "mento", la vetta più occidentale, forse un 7-8 metri più basso dei 1677 metri del naso) c'era il sole e il termometrino mi dava temperature di pochi decimi positive, però in discesa abbiamo ritrovato quasi -2°C al Rifugio, che quota 1609, e finalmente +0,8°C alle 15.10 circa al ritorno al Piglionico.

Da notare che tra Gallicano e Borgo a Mozzano c'era brina a fondovalle, nelle zone non raggiunte dai raggi solari, anche nel pomeriggio. Più a valle la brina non c'era più e alla Lucart alle 16.30 c'erano +6°C.

Il sole ci ha quasi sempre allietato, ma a tratti nubi passeggere lo hanno nascosto, in verità molto raramente nella nostra zona, più spesso verso il Sumbra e soprattutto verso le Apuane settentrionali.

Più tardi metterò qualche immagine nel forum dedicato.

north wind
20-11-2005, 19:30
L'escursione è stata quasi tutta sotto zero, visto che i -0,7°C del Piglionico (1100 m) alle 10 circa, sono diventati -2,2°C all'uscita della faggeta un'ora dopo e -3,3°C al Rifugio Rossi (m 1609 metri) poco prima di mezzogiorno.
Ovviamente ghiaccio a volontà alla fonte sotto il rifugio e a tratti anche sul sentiero.


Come quella sulla Tambura a giugno (?) fatta con Michele e alla quale (fortunatamente ;) ) non partecipai :!:

Comunque complimenti e almeno qualche foto mettila pure qui ;) Ma il Rif. Rossi è aperto tutto l'anno? Me lo hai sicuramente già detto ma non me lo ricordo :oops:

Giovanni Staiano
20-11-2005, 19:39
In inverno il Rifugio Rossi è aperto solo nei weekend, anche se talvolta rimane chiuso in caso di nevicate particolarmente intense.

Per qualche immagine anche qui, eccole ;)

north wind
20-11-2005, 20:51
Torniano indietro infreddoliti, il mio "squallido" -come dice qualche mio amico- cappellino di lana con scritto "Forza Inter" l'ho tenuto per tutto il percorso...segno che il Generale è proprio arrivato!
ciao
nicola


Eh sì, ti sono proprio nel cuore Nicola. Deve essere davvero dura la vita di un'interista ai giorni nostri :roll: . In special modo lo deve essere poi in quel di Lucca, città letteralmente spaccata in due tra milanisti e juventini :roll:

meteobuccellato-LU
21-11-2005, 16:18
Eh sì, tempi duri per noi interisti! Come sempre d'altronde.
Avevo portato il cappellino convinto che sul Freddone non ci fosse nessuno, invece c'era un gruppo di 5 fiorentini...

Giovanni bellissime foto, molto caratteristici nelle foto i candelotti di ghiaccio al rif. Rossi.

ciao

nicola

Apuano
26-11-2005, 14:50
Primo "scatto bianco" delle Apuane stagione 2005-2006 ;)

Apuano
04-12-2005, 23:07
PRIMA SPEDIZIONE APUANA NEVOSA STAGIONALE!:D

Ebbene si... se pensavate che le piogge unite al rialzo termico di questi ultimi giorni abbiano fatto sparire la neve (che era presente in quantità industriali!!!) vi sbagliate!
Cen'è ancora molta nascosta dalle nubi!

Tracce di neve al suolo a partire dai 1100m s.l.m.
Ma gia a 1300m cen'erano ancora 20cm.
Ai prati di Campocecina (mt.1330 circa) accumulo al suolo tra 25cm e 30cm!
Dalla signore del ristorante Belvedere di Campocecina ho saputo che durante la settimana si sono sfiorati i 50cm!!!

Sono partito da Marina di C. con +14° e perturbazione in arrivo.
Lungo la strada pioggia debole/moderata alternata a scrosci di pioggia.
Dai 600m circa in su si entra nella nebbia.

Ai 1300m del ristorante temperatura scesa a +4,7°
Tutti i luoghi del bel "pranzo di fine estate" ammantati da 20cm di manto bianco :o

Parte la spedizione alla conquista del termometrino!

20cm di neve con temperatura di qualche grado positiva e pioggia significa fusione di neve.. il sentiero per il rifugio era diventato un bel torrente di montagna!
Cascate e cascatelle ovunque (le classiche Apuane umide e franose proprio come devono essere nella "stagione delle piogge" :p )

Arrivati ai prati, il tempo di qualche foto e poi in marcia sul sentierino che porta al termometro.
In quel momento decide di farci visita la perturbazione che fino ad allora non ci aveva creato grossi disagi.
Tempo 10 minuti ed è diventato quasi notte (era anche gia tardino eh... :oops: ).
La nebbia si infittisce e forti raffiche di vento iniziano a strapazzarci!
Dalle sporadiche goccioline si passa a vere e proprie raffiche di.... gia.. di cosa?
Li per li sbattuta a forte velocità poteva essere qualsiasi cosa... pioggia, grandine, graupel...
Si trattava di micro-chicchi di ghiaccio.... grandine molto piccola insomma.
Sparata ad una velocità molto alta da un vento che ho stimato sui 60Km/h
Ormai era praticamente quasi buio...
Fortunatamente avevo la mia torcia da mettere in fronte...
Arrivo al termometro (camminando nell'ultimo tratto extra-sentiero e quindi affondando nella neve), leggo i dati e poi rapidamente ridscendo.

La situazione era questa: buio, nebbione con visibilità quasi nulla, vento molto forte con grandinina mista a pioggia sparata addosso... il tutto in uno scenario completamente (e ovviamente)deserto e affondando in 25cm di neve :?

Per la serie "L'altra faccia dei prati di Campocecina"... rispetto alla tiepida e tranquilla passeggiatina digestiva (e quasi soporifera ;) ) che ha fatto seguito al pranzo di fine estate...

Il fascio luminoso praticamente illuminava soltanto il gran nebbione e la precipitazione che gli passava davanti quasi in orizzontale.
Penso si sia trattato delle condizioni meteo tra le più avverse in cui mi sia mai imbattuto nella zona di Campocecina.

Ripercorso il sentiero/torrente fino al piazzale del ristorante m'è sembrata doverosa una sosta per un cappuccino bollente davanti al camino :D

Per le foto ho dei problemi di caricamento.
Non solo ho uno spazio disponibile per gli allegati ristrettissimo ma non riesco neanche a cancellare vecchi allegati per recuperare spazio.
Appena risolvo posterò le foto!

north wind
04-12-2005, 23:12
PRIMA SPEDIZIONE APUANA NEVOSA STAGIONALE!:D

Ebbene si... se pensavate che le piogge unite al rialzo termico di questi ultimi giorni abbiano fatto sparire la neve (che era presente in quantità industriali!!!) vi sbagliate!
Cen'è ancora molta nascosta dalle nubi!

Tracce di neve al suolo a partire dai 1100m s.l.m.
Ma gia a 1300m cen'erano ancora 20cm.
Ai prati di Campocecina (mt.1330 circa) accumulo al suolo tra 25cm e 30cm!
Dalla signore del ristorante Belvedere di Campocecina ho saputo che durante la settimana si sono sfiorati i 50cm!!!

Sono partito da Marina di C. con +14° e perturbazione in arrivo.
Lungo la strada pioggia debole/moderata alternata a scrosci di pioggia.
Dai 600m circa in su si entra nella nebbia.

Ai 1300m del ristorante temperatura scesa a +4,7°
Tutti i luoghi del bel "pranzo di fine estate" ammantati da 20cm di manto bianco :o

Parte la spedizione alla conquista del termometrino!

20cm di neve con temperatura di qualche grado positiva e pioggia significa fusione di neve.. il sentiero per il rifugio era diventato un bel torrente di montagna!
Cascate e cascatelle ovunque (le classiche Apuane umide e franose proprio come devono essere nella "stagione delle piogge" :p )

Arrivati ai prati, il tempo di qualche foto e poi in marcia sul sentierino che porta al termometro.
In quel momento decide di farci visita la perturbazione che fino ad allora non ci aveva creato grossi disagi.
Tempo 10 minuti ed è diventato quasi notte (era anche gia tardino eh... :oops: ).
La nebbia si infittisce e forti raffiche di vento iniziano a strapazzarci!
Dalle sporadiche goccioline si passa a vere e proprie raffiche di.... gia.. di cosa?
Li per li sbattuta a forte velocità poteva essere qualsiasi cosa... pioggia, grandine, graupel...
Si trattava di micro-chicchi di ghiaccio.... grandine molto piccola insomma.
Sparata ad una velocità molto alta da un vento che ho stimato sui 60Km/h
Ormai era praticamente quasi buio...
Fortunatamente avevo la mia torcia da mettere in fronte...
Arrivo al termometro (camminando nell'ultimo tratto extra-sentiero e quindi affondando nella neve), leggo i dati e poi rapidamente ridscendo.

La situazione era questa: buio, nebbione con visibilità quasi nulla, vento molto forte con grandinina mista a pioggia sparata addosso... il tutto in uno scenario completamente (e ovviamente)deserto e affondando in 25cm di neve :?

Per la serie "L'altra faccia dei prati di Campocecina"... rispetto alla tiepida e tranquilla passeggiatina digestiva (e quasi soporifera ;) ) che ha fatto seguito al pranzo di fine estate...

Il fascio luminoso praticamente illuminava soltanto il gran nebbione e la precipitazione che gli passava davanti quasi in orizzontale.
Penso si sia trattato delle condizioni meteo tra le più avverse in cui mi sia mai imbattuto nella zona di Campocecina.

Ripercorso il sentiero/torrente fino al piazzale del ristorante m'è sembrata doverosa una sosta per un cappuccino bollente davanti al camino :D

Per le foto ho dei problemi di caricamento.
Non solo ho uno spazio disponibile per gli allegati ristrettissimo ma non riesco neanche a cancellare vecchi allegati per recuperare spazio.
Appena risolvo posterò le foto!

M I T I C O !!!! :p

Apuano
04-12-2005, 23:24
Parte la spedizione alla conquista del termometrino!

E alla fine mi son dimenticato di dire quanto segnava :oops:

Temperatura in corso: +2,6°

Estremi periodo 13Nov - 4Dic
Minima: -7,5° :o
Massima: +11,2°

juba
04-12-2005, 23:36
Grande Michele!!!

Giovanni Staiano
05-12-2005, 21:59
Speriamo sia la prima di molte spedizioni bianche (ma ancor più speriamo che non ci sia bisogno di salire così per trovare bianco ;) ).

Ciao

Apuano
10-12-2005, 21:55
THE APUAN ALPS SHOW


Foto scattate la mattina di oggi 10 dicembre 2005 da Marina di Carrara.