"Le termiche di un run ufficiale a 192h hanno la stessa utilità di un'orata nel deserto del Sahara" (cit. ScendiNeve)
in zona canadese se mi guardo reading sempre a 144 e la wave 1 sono abbastanza simili si differenzia la wave 3 che viene chiusa dal giappone in moto retogrado quindi viene inibita la forzante, com probabili ripercussioni e quindi differenze anche sull'inteferenza in mediterraneo delle correnti da NE
azzorriano piu tenace qui cut off in dissolvimento piu a SW minor intrusione azzorriana versoNE e maggiore possibilità di caduta in scivolamento della LP isalndese
insomma può accadere di tutto![]()
L'emozione di sentirsi in attesa della configurazione del secolo!è arrivata ed è stato uno skifo..
VADE RETRO AFRICA! sempre..e vade retro un bis 56 e 2012 l'apparenza inganna.
(staff moderatori)
ci vuole proprio fantasia comunque per intravedere NAO ED AO in calo perchè i forecast sono molto labili
e sopratutto non denotano un calo netto ne parzialmente negativo degli indici
mentre è piu unita la visione di una risalita del PNA il che mi induce a propendere per una apertura della corda tlantica tradotta dai gm in una lenta erosione geopotenziale del FP facente capo alla LP islandese verso sud..
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Le condizioni per un' ondata di freddo sul Mediterraneo continuano a sussistere.
Questo non vuol dire che avrà dal verificarsi, però a me pare interessante notare come i modelli, nonostante un canadese abbastanza in forma, mantengano la zona della Russia Europea ben fredda.
Interessante sempre l' editoriale di Guidi del 27 febbraio
http://www.climatemonitor.it/?p=23938#more-23938
Se ogni Evento fosse un evento, dove sarebbe l' evento?
Nell' avatar la storica neve del 17-12-2010
[SIGPIC]http://i43.tinypic.com/34gvkhc.jpg[/SIGPIC]
molto tecnico e ben fatto...
ukmo stasera mantiene la spinta euroasiatica piu vivace verso l'est mediterraneo
- gfs che vede invece un riassorbimento in connubio artico canadese.
perlomeno se fino a ieri si prosettava HP ora si può dire che il confine fra le due contrapposte bariche si fa piu occidentale e che termicamente "forse" ci risparmieremoalmeno qui il roventissimo favonio anticiclonico....
la perdita di GPT della wave 3 comunque rende piu incisivi gli ingressi caldi che forzano il core del VPS ..
non vorrei che alla fine ci scappi una meridianata fin troppo occidentale con noi nell'onda positiva ....
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udite udite ben 1,3mm stamattina....la siccità è finita
il ricciolo di ieri che era sulle baleari, ora è fra sardegna e corsica, le prp di rientro si vede bene dal radar arrivano da est, mentre il prefrontale e l'associato fronte, ormai è a ridosso della fascia alpina occidentale, è molto vasto e probabilmente si spezzerà in due parti uno semistazionerà fra W svizzera ed E francese l'altro ritroverà forza e vorticità in medio alto tirreno.
ieri alla fine qualche TS orografico molto isolato sopratutto sulle alpi biellesi e nella notte forse anche in quelle torinesi.
oggi si entrerà in questa parentesi perturbata che dovrebbe accompagnarci per almeno 48 ore ..72 andando verso sud..
la situazione che ci vede in zona di confine fra la "piallata" azzorriana che asseconda la vorticità orizzontale de FP canadese e le correnti di rientro in spinta da NE .
comincia anche a ripresentarsi la possibilità che in pieno atlantico il getto vada a scavare una depressione barica "attira getto" che tanto abbiamo conosciuto e odiato lo scorso anno...
il mediterraneo centrale rimarrà in balia di una confluenza paludosa baricamente parlando con dominio N orientale e minato ad ovest dall'espansione azzorriana.
difficile vedere attualmente azioni importanti con presunzione di orto italico...
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Anche qui 1 mm e ora cielo variabile, 14°. Il grosso delle prp per le previsioni regionali ormai sono andate!
Ecco l'ennesimo peggioramento bluff per il N/E.
FVG anche peggio, 0 mm!
Fulvio
nella visione globale di insieme a 120 ore pare quasi assoldato come vada ad imprimersi quella linea di confluenza fra una decisiva presa azzorriana e la sua controparte discendente del FP euroasiatico
oso quindi affermare che tolta l'attuale fase instabile con i suoi strascichi che produrranno rsidua instabilità fino a metà settimana andremo poi incontro ad una presa di pressione verso l'alto su buona parte del mediterraneo centro occidentale..
é da ieri però che un dubbio mi assale su una possibile fase in determinazione fatta da una localizzazione del core alto pressorio nel mediterraneo centrale e che la successiva fase in cedimento strutturale del VPS possa ancora una volta essere caratterizzata da una cascata del getto sull'est europeo controbilanciata da una nuova figura tendente allo scivolamento barico verso il medio atlantico....
non è peregrino quindi ipotizzare che nella carta si vada ad aprire anche una possibile ritornante di quella situazione ad omega assai penalizzante per tutto il centro mediterraneo e centro europa con la parte orientale scoperta a futili rientrate di correnti da NE.
in zona dell'arcipelago azzorriano già si può intuire dove andrà a cascare l'asino...![]()
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E reading sopra le 180 ripropone un ennesimo tentativo di retrogressione...
Basta, pietà, vi prego!!! Sappiamo poi come va a finire!
Fulvio
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il solito non è mai contemplabile vista la diversità di orto italico
un ipotetica retrogressione anche sotto forma di cut off a metà marzo non ha la stessa componente enrgetica di gennaio e l'orografia in sbarramento spesso crea inaspettate sorprese....
ma parliamo di aria fritta
vediamo se piuttosto mettiamo nel pluviometro qualche mm domani e qualche cm sulla fascia alpina prealpina...e appenninica
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Certo il dopo Giovedì con possibili prp su E Lombardia Triveneto ed ER presenta una evoluzione molto incerta!![]()
intanto il fronte si appoggia alle alpi a breve dovrebbe attivarsi il minimo con genesi dal tirreno verso la liguria, mentre il piccolo vortice ieri sulle baleari stamattina sulla sardegna e ora sul medio basso tirreno sta portando ts marittimi e costieri su W sicilia..
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stamattina finalmente piove,e dovrebbe andare avanti tutto il giorno; l'odore di asfalto aprendo alla finestra è quasi rincuorante
a 144 ore continuano le conferme sullo spartiacque futuro che ci vedrebbe in mezzo alle dua azioni in eterna contrapposizione quest'anno
conferme su una futura caduta del getto in atlantico e conseguente limbo in mediterraneo esposto ad oriente a deboli interferenze
anche se reading segue stamane l'idea di bom acces con corridoio ampio a ponte di wejkoff
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Non e' da sottovalutare l'ipotesi di dinamica di Reading, sia perche' e' Reading e sia perche' a 120h la dinamica e' predisposta bene sia in Reading che UKMO e dipende da "quanta" massa fredda avra' scavallato la zona di asse calde atlantico .... l resto lo fara' il forte e sicuro piegamento del getto per la forte saccatura di Terranova:
Il target e' sempre l'area mediterranea centro-orientale ... ma non e' deto che non ci scappi la retrogressione forte.
Praticamente non se ne esce: HP e corenti da Nord e solo il Sud puo' sperare in qualcosa.
Il problema è che stamani Reading lo vedo in "minoranza" rispetto sia a GFS che agli altri modelli (esclusi forse GEM e NOGAPS), compreso BOM ACCESS che, come riportava comodavide nell'altro topic, è tornato comunque nei ranghi rispetto all'uscita di ieri sera...magari questa considerazione non significa molto, però una dinamica di quel tipo mi sembra un pochino forzata onestamente...
EDIT: in effetti, gli spaghi rispetto a ieri sera mi paiono un po' più "chiusi"...
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"Le termiche di un run ufficiale a 192h hanno la stessa utilità di un'orata nel deserto del Sahara" (cit. ScendiNeve)
Mi interessa poco cosa pensino NGP, BOM o GEM, il modello piu' performante e' sempre Reading e UKMO lo segue. A 144h entrambi vedono il potenziale rientro retrogrado con forte acutizzazione delle spinte calde verso NE .... un classico movimento di avvio di blocco.
Da quel momento dipendera' dal tipo di spinte che si avranno nella zona del canadese (est-canada, ovest oceano) e piu' queste saranno "strette" e piu' la retrogressione in sede Europea potra' venire spinta verso SW e colpire forte anche l'Italia .... anche se la zona piu' probabile sar' comunque il centro-est mediterraneo e i balcani.
144h sono ancora troppe, ma quando UKMO e Reading sono cosi' concordi direi che la dinamica la do' buona all'80-85% !
Guarda, la tua analisi la comprendo perfettamente e la reputo anche credibile, ma come dicevo prima penso che tra l'europeo, UKMO (che comunque ti ricordo che ha clamorosamente "cannato" a inizio mese scorso, quando "E-shiftava" di continuo la retrogressione che poi ci ha effettivamente interessato) e il resto del modellame non ci sia ancora concordanza assoluta, neanche alle 144h a cui facevi riferimento..comunque stiamo a vedere i prossimi run che ci dicono, tutto qui![]()
"Le termiche di un run ufficiale a 192h hanno la stessa utilità di un'orata nel deserto del Sahara" (cit. ScendiNeve)
anche gfs a 144 ha l'impianto in predisposizione ma la baroclinicità del canadese farà proprio la differenza..
attualmente la via gettonata è piu probabile è quella balcanica con ipotetico rientro basso mediterraneo....
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Siamo d'accordo Davide: quel nucleo con tutta probabilità avrà direttrice balcanica ad oggi, a meno di azioni di "forcing" da Terranova che potrebbero dar vita a blocchi atlantici..ma non come quelli di inizio mese passato
P.S: mi spieghieresti comunque, se puoi, che significa "baroclinicità del Canadese"?![]()
"Le termiche di un run ufficiale a 192h hanno la stessa utilità di un'orata nel deserto del Sahara" (cit. ScendiNeve)
Chi mi aiuta comunque a comprendere il senso di tale messaggio?
http://www.nws.noaa.gov/data/WNH/PMDHMD
"Le termiche di un run ufficiale a 192h hanno la stessa utilità di un'orata nel deserto del Sahara" (cit. ScendiNeve)
ti rispondo con le definizione di wilkipedia
In dinamica dei fluidi la baroclinicità è una misura della stratificazione in un fluido. In meteorologia un'atmosfera baroclina è quella per cui la densità dipende sia dalla temperatura che dalla pressione; questa si contrappone all'atmosfera barotropica per la quale invece la densità dipende solo dalla pressione. In termini atmosferici le zone barotropiche della terra si trovano in genere alle latitudini centrali, cioè tra i tropici, mentre le zone barocline si trovano generalmente nelle regione delle latitudini medie e polari.
La baroclinicità è proporzionale a:
che ancora è proprozionale all'angolo tra la superficie di pressione costante e la superficie di densità costante. Così in un fluido barotropico (che è definito da baroclinicità nulla) queste superfici sono parallele.
Aree di alta baroclinicità atmosferica sono caratterizzate dalla frequente formazione di cicloni.
Instabilità baroclina [modifica]
L'instabilità baroclina è un'instabilità fluidodinamica di fondamentale importanza nell'atmosfera terrestre e negli oceani. Nell'atmosfera essa rappresenta il meccanismo dominante cha da vita ai cicloni e agli anticicloni che dominano il clima alle medie latitudini. Negli oceani genera un campo di eddies a mesoscala che gioca vari ruoli nella dinamiche oceaniche e nel trasporto di traccianti.
L'instabilità baroclina è un concetto rilevante per i fluidi rapidamente rotanti e fortemente stratificati. Se il fluido sia rapidamente rotante o meno è determinato in questo constesto dal numero di Rossby. Più precisamente un flusso in una rotazione di un corpo solido ha vorticità che è proporzionale alla sua velocità angolare. Il numero di Rossby è una misura del distacco della vorticità da quella della rotazione del corpo solido. Tale numero deve essere piccolo affinché il concetto di instabilità baroclina sia rilevante. Quando il numero di Rossby è alto, altre forme di instabilità, spesso riportate come inerziali diventano molto rilevanti.
L'esempio più semplice di un flusso stabilmente stratificato è quello di un flusso incompressibili con densità decrescente con la quota. In un gas compressibile come l’atmosfera la misura rilevante è nel gradiente verticale dell’entropia che deve aumentare con la quota per flussi stabilmente stratificati. Una misura della forza della stratificazione si ottiene misurando quanto elevato deve essere loshear verticale dei venti orizzontali al fine di destabilizzare il flusso e produrre la classica instabilità di Kelvin-Helmholtz. Questa misura è data dal numero di Richard: quando il numero di Richard è alto, la stratificazione è forte abbastanza da prevenire questa instabilità di shear.
Prima del classico lavoro di Jule Charney e Eric Eeady sull'instabilità baroclina alla fine degli anni 40’, la maggior parte delle teorie che tentavano di spiegare la struttura degli eddies alle medie latitudini prendevano come punto di partenza l'instabilità da alto numero di Rossby o da piccolo numero di Richard, familiari alla fluidodinamica di quel tempo. La più importante caratteristica dell'instabilità baroclina è che essa esiste persino nella situazione di rapida rotazione (piccolo numero di Rossby) e forte stratificazione stabile (alto valore del numero di Richardson) tipicamente osservati in atmosfera.
La sorgente di energia per l'instabilità baroclina è l'energia potenziale nei flussi ambientali. Non appena l'instabilità cresce, il centro di massa del fluido si abbassa. Nelle onde crescenti in atmosfera, l'aria fredda muovendosi verso il basso e verso l'equatore sostituisce l'aria più calda che si muove verso il polo e verso l'alto.
L'instabilità baroclina può essere studiata in laboratorio usando un fluido rotante riempito di annulus. L'annulus è riscaldato sulla parete più esterna e raffreddato nella parete più interna e i flusso di fluido risultanti contribuiscono a rendere baroclinamente instabili le onde.
Il termine baroclino si riferisce al meccanismo attraverso il quale la vorticità viene generata. La vorticità è il rotore del campo di velocità. In generale l'evoluzione della vorticità può essere scomposto nei contributi da avvezione (non appena i tubi vorticosi si muovono con il flusso), l'allungamento e la rotazione (non appena i tubi vorticosi sono pulled o girati dal flusso) e la generazione di vorticità baroclina che si manifestano ogni qual volta c'è un gradiente di densità lungo la superficie di pressione costante. I flussi baroclini possono essere contrastati con flussi barotropici nei quali la densità e le superfici di pressione coincidono e non c'è generazione baroclina di vortocità. Lo studio dell'evoluzione di queste instabilità barocline non appena crescono e decadono è sinonimo in dinamica meteorologica del problema dello sviluppo di teorie per descrivere le caratteristiche fondamentali del tempo atmosferico alle medie latitudini.
in sostanza una corrispondente barica suolo e quota centrati sul medesimo asse verticale
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