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Discussione: Dicembre 1984 e il Grande Freddo e Neve del Gennaio 1985

  1. #1

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    Dicembre 1984 e il Grande Freddo e Neve del Gennaio 1985

    Reportage completo tratto dal quotidiano La Stampa
    Temporali, Tornado, Nevicate, ondate di gelo del passato, li trovate tutti archiviati qui:
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  2. #2

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    Re: Dicembre 1984 e il Grande Freddo e Neve del Gennaio 1985

    27 DICEMBRE 1984

    LE MAPPE PRESENTI, SI RIFERISCONO AL GIORNO PRECEDENTE, IN QUANTO ANCHE LE NOTIZIE DEI QUOTIDIANI, SONO SEMPRE RIFERITE AL GIORNO ANTECEDENTE ALLA DATA DI PUBBLICAZIONE.

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  3. #3

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  4. #4

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  5. #5

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  6. #6

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    Re: Dicembre 1984 e il Grande Freddo e Neve del Gennaio 1985

    ONDATA DI FREDDO, TEMPERATURE POLARI IN TRENTINO – ALTO – ADIGE
    NELL’ITALIA CENTRALE E AL SUD UN FINE ANNO SOTTO LA NEVE
    GRAN FLUSSO DI TURISTI NELLE MAGGIORI STAZIONI INVERNALI – CHIUSO PER STANTO STEFANO, A CAUSA DELLA NEBBIA, IL PORTO DI VENEZIA

    LA STAMPA 27 DICEMBRE 1984
    ROMA
    – Natale e Santo Stefano freddi, con la neve, come nella tradizione migliore, quasi in ogni parte d’Italia.
    La circolazione di aria fredda ed instabile si sta temporaneamente attenuando sull’Italia meridionale mentre una perturbazione di origine atlantica si sta dirigendo sul Mediterraneo occidentale e coinvolgerà quindi l’Italia.
    Per oggi si prevede un progressivo aumento della nuvolosità a partire dalle zone occidentali con precipitazioni nevose sui rilievi e nella Pianura Padana.
    La temperatura non subirà apprezzabili variazioni.
    In Piemonte e Valle D’Aosta il freddo è intenso e, durante la giornata, il cielo si è coperto quasi ovunque.
    Fino al tardo pomeriggio di ieri non si sono avute precipitazioni, che però – secondo le previsioni – non dovrebbero mancare nelle prossime ore, soprattutto se la temperatura si alzerà leggermente.
    Tra l’altro, una nevicata risolverebbe i problemi di molte stazioni turistiche dove dove l’innevamento è sufficiente soltanto oltre i 1400 metri.
    Temperature basse e cielo in prevalenza sereno, con foschie nelle zone di pianura, in Lombardia per Santo Stefano.
    A MILANO, dove ieri è stata registrata una minima di -1, il termometro non è andato oltre un grado sopra lo zero durante la giornata.
    Molte le partenze dal capoluogo verso le località di villeggiatura, ma numerosi anche i rientri di chi ha trascorso fuori città il lungo ponte da Sabato a Santo Stefano.
    Nebbia e temperatura rigida anche a VENEZIA, nel giorno di Santo Stefano.
    A causa della scarsa visibilità, particolarmente limitata nella zona lagunare, i collegamenti tra “centro storico” e isole si sono svolti con qualche difficoltà.
    Chiuso al traffico il porto di Venezia, si svolgono regolarmente i voli in partenza e in arrivo all’aeroporto “Marco Polo” di Tessera.
    La situazione è più che buona per gli operatori turistici lombardi.
    In VALTELLINA, zona di punta del turismo invernale, c’è il tutto esaurito:
    Livigno, Aprica, Madesimo, Santa Caterina e le altre principali località sciistiche si stanno rapidamente affollando.
    Tutti gli impianti sono aperti: la neve per ora non è abbondante, ma buona grazie alle basse temperature ( -14 la minima a LIVIGNO) , e si scia ovunque senza problemi.
    Cielo sereno con sole, ma con temperature di molti gradi sotto lo zero, in tutto ALTO ADIGE anche per Santo Stefano.
    Freddo particolarmente intenso nelle zone orientali della provincia di BOLZANO, soprattutto in VAL PUSTERIA, in VAL BADIA, con punte di 20 gradi zotto lo zero.
    Più mite, anche se sempre di qualche grado sotto lo zero, è invece la temperatura nel MERANESE e nella parte occidentale dell’Alto Adige.
    Il freddo intenso non ha tuttavia impedito agli sciatori di raggiungere le località di montagna unendosi così ai turisti, soprattutto italiani, che stanno trascorrendo le loro vacanze natalizie in Alto Adige.
    In tutte le località più note, soprattutto in VAL GARDENA e in VAL BADIA, si sta registrando il tutto esaurito.
    Quinto giorno di freddo intenso nella zona delle Dolomiti.
    Le condizioni meteorologiche sono quindi stazionarie ed il cielo sereno, le temperature rigide con minime di -10 a gradi a SAPPADA, -15 a SANTO STEFANO di CADORE, AURONZO, ARABBA e MISURINA;
    -13 a CORTINA, FALCADE e ALLEGHE;
    -18 a DOBBIACCO.
    Nessuna variazione, per la calma dei venti, anche sui passi dolomitici, con -19 al PASSO PORDOI, -16 al PASSO FALZAREGO, -5 al PASSO GIAU.
    Ieri con il sole la temperatura è salita, ma non ha mai superato lo zero;
    -1 e -4 nelle varie località di fondovalle; -7 e -10 in alta montagna.
    Risveglio con il gelo in tutta l’EMILIA ROMAGNA.
    La temperatura è scesa sotto lo zero ( -6 la scorsa notte a Bologna) e la nebbia, dapprima fitta, ha poi lasciato spazio in mattinata al sole, che ha contribuito ad alzare lievemente la temperatura, sempre rigida.
    Sono transitabili solo con catene i passi appenninici del CERRETO, sulla STATALE 63, e dei MANDRIOLI, sulla STATALE 61.
    Il sole in ABRUZZO, comunque, ieri era splendente e il cielo terso.
    Il ghiaccio che si è formato nella notte, ha reso pericolose tutte le strade di montagna.
    La polizia stradale ha raccomandato molta prudenza agli automobilisti ai quali è stato sconsigliato l’uso delle catene.
    Freddo e neve hanno caratterizzato il Santo Stefano in CAMPANIA.
    La temperatura ieri ha di poco superato zero gradi.
    A mezzogiorno a NAPOLI c’erano appena otto gradi.
    Nel capoluogo campano i quartieri della zona alta ( VOMERO, CAMALDOLI, COLLI AMINEL) ieri sono apparti tutti imbiancati così naturalmente anche la cima del VESUVIO.
    Anche sui MONTI LATTARI che sovrastano la costa amalfitana è caduta la prima neve della stagione.
    Ieri comunque, il cielo è stato sereno.
    E’ ripreso a nevicare sull’IRPINIA, in modo particolare ai confini con la BASILICATA e con la provincia di FOGGIA.
    Dalla notte scorsa la neve è caduta è caduta anche sul capoluogo e nella VALLE DEL CALORE e in quella dell’UFITA.
    Molti autobus che collegano l’Alta Irpinia con Avellino sono giunti in ritardo a causa del fondo stradale ghiacciato.
    Nevica anche sulla fascia del PARTENIO; a MONTEVERGINE ha raggiunto l’altezza di 20 centimetri.
    Sull’autostrada Napoli – Bari sono entrati in funzione gli spazzaneve.
    Temperature glaciali in tutto l’ABRUZZO l’altra notte e ieri.
    In molte zone il termometro è sceso anche a -14 gradi ( secondo valori non ufficiali) ma manca la neve un po’ ovunque nelle stazioni sciistiche degli altipiani delle Cinquemiglia e in quelle del Velino – Sirente.
    Nel Potentino nevica dalla scorsa notte e il manto nevoso ha raggiunto in alcuni comuni dell’interno anche i 25 centimetri d’altezza ( 10 centimetri a POTENZA e 50 centimetri sul POLLINO creando non pochi disagi agli automobilisti.
    L’autostrada Salerno – Reggio Calabria è bloccata da ieri mattina nei pressi dello svincolo di MORMANNO a causa di una forte nevicata che è cominciata lunedì sera.
    La neve ha raggiunto i venti centimetri.
    Il traffico è stato deviato sulla statale 18 dalla polizia stradale di Cosenza.
    Neve abbondante in PUGLIA, nel SUBAPPENNINO DAUNO, nella VALLE D’ITRIA, nei rilievi del TARANTINO.
    Le condizioni del tempo su quasi tutta la Sicilia sono notevolmente peggiorate rispetto a Natale.
    La temperatura si è sensibilmente abbassata e oltre alle abbondanti piogge è caduta anche la neve, in particolare sulle MADONIE, sui NEBRODI e sull’ETNA.
    A Piano della Battaglia sulle Madonie, la principale località sciistica del Palermitano, rifugi ed alberghi sono al completo.

    (Ansa)
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  7. #7

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    Re: Dicembre 1984 e il Grande Freddo e Neve del Gennaio 1985


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  9. #9

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    Re: Dicembre 1984 e il Grande Freddo e Neve del Gennaio 1985

    LA STAMPA 27 DICEMBRE 1984 - TORINO CRONACA

    PREVISIONI IL TEMPO DEVE ANCORA PEGGIORARE

    NEVE E TANTO FREDDO IN CITTA’ E IN MONTAGNA


    Freddo, neve, cielo coperto dappertutto in Piemonte, per un Natale imbiancato all’ultimo momento;
    di neve ne è caduta poca, è vero, ma le previsioni sono per un peggioramento delle condizioni atmosferiche, con altre precipitazioni che dovrebbero rendere agibili tutte le piste delle stazioni invernali.
    Ovunque e fino all’Epifania – da Sestriere alle Valli di Lanzo – c’è il tutto esaurito, ma fino al 24 dicembre si poteva sciare solo in pochi posti, con neve scarsa e impianti funzionanti solo in parte.
    Ora la situazione è migliorata dappertutto con grande soddisfazione di albergatori e operatori turistici.
    La nevicata di stanotte, solo un paio di centimetri non ha creato molti fastidi al traffico, anche perché, a giudicare dal movimento in città, sono veramente una minoranza quelli che lavorano in questi giorni.
    Comunque la Polizia Stradale invita alla prudenza chi deve andare fuori Torino, ( in provincia di Alessandria sono segnalate copiose nevicate in atto), ed è ovvio che dovendo andare in montagna occorre avere gomme da neve o le catene a bordo.
    Non sono segnalati incidenti di rilievo, ma solo qualche tamponamento di poco conto.
    A Bardonecchia il tempo è incerto ma tutte le piste sono aperte;
    la statale della Val di Susa è in genere in buone condizioni.
    Tra l’altro a Bardonecchia, nel Palazzo delle feste, i cui lavori di restauro si sono conclusi di recende, prenderà il via una stagione di concerti e manifestazioni, che durerà fino all’Epifania.
    L’affollamento delle stazioni invernali della provincia di Torino, è stato quantificato sulle centomila presenze.
    Massicci gli arrivi di stranieri specialmente a Sauze d’Oulx e Sestriere;
    all’aeroporto di Caselle nei giorni scorsi, sono atterrati ben trenta voli charters, con sciatori provenienti dall’Inghilterra, dalla Svezia, dalla Francia.
    Neve abbondante anche in stazioni “minori” come Vico Canavese, in Val Chiusella, dove sono in funzione gli impianti Palit di Vaudanza; impianti tutti funzionanti anche a Prali in alta val Germanasca, anche se la neve non è abbondante.
    Stamattina il cielo era sereno e la temperatura molto bassa.
    Si scia anche al Pian del Frais in Val di Susa; dopo la copiosa nevicata di stanotte, le piste sono in buone condizioni e funzionano tutti gli impianti di risalita.
    Temperatura a meno sette alle 9.30 di stamane a Claviere, con quattro centimetri di neve fresca.
    Si scia dappertutto ma con manto poco consistente e molto freddo.
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  10. #10

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    28 DICEMBRE 1984
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  17. #17

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    Re: Dicembre 1984 e il Grande Freddo e Neve del Gennaio 1985

    LE STAZIONI TURISTICHE DELL’ARCO ALPINO RISCOPRONO IL PIENONE FINO ALL’EPIFANIA MA IL MANTO BIANCO NON E’ MOLTO ABBONDANTE

    TUTTI INSIEME A SCIARE

    IN PIEMONTE BUONA LA SITUAZIONE , SAUZE, SANSICARIO
    AL SESTRIERE L’ARTIFICIALE “TIRA”
    A LIMONE PIEMONTE 33 IMPIANTI APERTI
    IN VALLE D’AOSTA OK SULLE PISTE ALTE
    MONTEROSASKI A TUTTO REGIME


    Nebbia, freddo intenso, cielo minaccioso: Babbo Natale ha distribuito maltempo a piene mani sulle Alpi e Appennini, salvo essere parco dell’unico regalo, che l’Italia sciistica invoca da almeno tre settimane, la neve.
    Qualche spruzzata nelle ultime 72 ore c’è stata, ma dieci/quindici centimetri sono troppo pochi per rinnovare il manto sulle piste.
    Malgrado massicci riporti, in tutto l’Arco Alpino Nord – Occidentale i tracciati medio – bassi scontentano ancora l’appassionato: fondo compatto ma troppo sottile, rocce affioranti e anche qualche scampolo di prato.
    La Qualità della neve, in compenso, sembra abbastanza buona.
    Così dalle stazioni alpine arriva qualche mugugno ma in fondo il bilancio resta ottimistico, né potrebbe essere diversamente con alberghi zeppi e un tutto esaurito che si annuncia fino all’Epifania.
    Naturalmente, si aspetta che il cielo regali neve in tempi brevi, e le previsioni autorizzano a sperare.
    Privilegiate, come sempre, le stazioni che vantano impianti dai 1800 metri in su, collegate magari ai ghiacciai (Alagna, Cervinia, Zermatt, Tonale, Marmolada, ecc) o che vedendo la grande magra dicembrina nelle ultime stagioni sono ricorse ai “cannoni”.
    Sugli Appennini, quote basse e influenze del clima marittimo lasciano ancora quasi a secco gli appassionati.
    Unica eccezione di rilievi, la Sicilia, con oltre sessanta centimetri sull’Etna ed un innevamento più che discreto sulle Madonie.
    Proviamo a fare il punto, zona per zona.
    La Valle di Susa ha aperto quasi tutti gli skilift, e, almeno fino a ieri, si sciava senza code.
    A Bardonecchia gli impianti funzionanti sono venti.
    La Neve raggiunge al massimo i 50 centimetri, ma in quota soddisfa anche gli sciatori più esigenti.
    Pienone in paese.
    Sauze d’Oulx ha chiuso i tre skilift scuola, ma ci si può sbizzarrire lungo le piste dei rimanenti impianti, ventitré.
    Oltre ai pendolari della neve e ai torinesi in vacanza, Sauze vanta nutrite pattuglie di inglesi, che annunciano cori e sbornie collettive per il 31 notte.
    Sansicario presenta una situazione lievemente più favorevole della settimana scorsa, ma certo non ottimale: 25 – 40 centimetri.
    Restano fermi i mezzi di risalita in località Pariol, mentre è una bella garanzia il campo scuola innevato artificialmente.
    Il comprensorio Monti della Luna, Claviere, Montgenèvre registra un massimo di mezzo metro sui versanti Nord.
    Funzionano tutti gli impianti, e il cielo coperto fra presagire neve.
    In tutte queste località è praticamente impossibile giungere al fondovalle con gli sci ai piedi.
    Sestriere raggiunge dieci centimetri in più, e a parità d’altezza, l’innevamento artificiale garantisce un fondo più solido, meno “sdrucibile”.
    Il comprensorio “artificiale” dell’Alpette batte per qualità la Banchetta, dove si può affiorare qualche ciuffo d’erba.
    Sono doti che emergeranno soprattutto nei giorni a venire, quando, in mancanza di forti precipitazioni, la ressa sulle piste avrà logorato il manto.
    Restiamo in Piemonte con Limone, ambita soprattutto dagli sciatori liguri: tra skilift e seggiovie sono 33 gli impianti aperti.
    Da trenta a novanta centimetri il manto accresciuto da una spolverata nelle ultime 48 ore.
    Artesina offre tutti i suoi dodici mezzi di risalita ( da 1300 a 2085 metri) e un buon innevamento: 40 – 70 centimetri.
    Quest’anno sono in aumento i torinesi; ben agibili anche le altre stazioni del Monregalese come Viola, Prato Nevoso, Lurisia, Frabosa.
    A Macugnaga il bollettino Enit segnala da 70 centimetri a un metro sul Monte Moro, la stessa massima di Alagna Valsesia, che può vantare piste fino a 3200 metri.
    La Valle d’Aosta ieri si è svegliata con una spolveratina di neve fresca: pochi centimetri nel capoluogo, una decina oltre i duemila.
    Gli albergatori non vogliono ancora sbilanciarsi, ma trovare posti liberi è un impresa.
    Courmayeur paese registra 22 centimetri ma sulle piste il manto sale fino a 140.
    Nel Domaine skiable sono 32 gli impianti aperti oltre alla funivia dell’Arp, che tornerà in funzione con il sereno.
    La temperatura, a mezzogiorno, era di tre gradi sopra lo zero, malgrado il cielo coperto.
    Il comprensorio Monterosaski funziona a pieno regime, compreso lo skilift della Bettaforca, che unisce la Valle d’Ayas con quella del Lys.
    Innevamento medio: 30 – 60 centimetri.
    Cervinia ha aperto anche gli impianti di collegamento con Valtournenche attraverso il colle delle Cime Bianche.
    Un metro e 20 centimetri l’altezza della neve sulle piste più alte, ma si arriva tranquillamente in paese senza rovinare gli sci.
    Fondo buono anche a Champorcher ( 50 – 100 centimetri) e La Thuile ( 40 – 100 centimetri).
    Discreto quello di Pila ( 30 – 60)
    Passiamo alla Lombardia:
    Bormio offre un massimo di settanta centimetri nei tracciati superiori, ma in paese (1225 metri) la neve è davvero scarsa.
    Livigno, che parte da quota 1800, ha invece 40 centimetri già sulle piste più basse.
    Confortante la massima di Aprica ( 130 centimetri); Santa Caterina Valfurva festeggia le care di Coppa con un innevamento più che discreto: 45 – 100 centimetri.
    In Alto Adige, l’eccezionale comprensorio della Val Gardena rimedia con l’estrema varietà di piste a un innevamento tutto sommato modesto: 20 – 50.
    Anche l’alta Badia ( 20 – 70) ha ancora un debito con l’Inverno.
    Per il Trentino, Folgaria registra appena 10 centimetri in paese, quaranta sulle piste.
    Madonna di Campiglio invece i 150 al termine della doppia seggiovia Grostè, con i suoi 2504 metri di quota.
    Massime analoghe per il comprensorio Tonale – Ponte di Legno con impianti di risalita che superano i tremila metri.
    San Martino di Castrozza è meno fortunata, 15 – 50 centimetri.
    Asiago, paradiso dei Fondisti ha già venti centimetri nel capoluogo (1001 metri) che diventano una sessantina in quota.
    Sempre in Veneto, ma passando al Cadore, Cortina d’Ampezzo ha fatto il pieno di turisti, 30 – 40 mila.
    Tutti gli alberghi sono esauriti.
    Quasi ottanca centimetri di neve sulle piste più elevate.
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  18. #18

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    Re: Dicembre 1984 e il Grande Freddo e Neve del Gennaio 1985

    PRIMA NEVE TRAFFICO SCONVOLTO

    MILANO PARALIZZATA

    Milano La Stampa 28 Dicembre 1984


    Prima nevicata abbondante sul capoluogo lombardo e sull’intera regione.
    A Milano fin da ieri mattina uno spesso strato di neve copriva le strade, gli alberi, i veicoli in sosta;
    ammantati di bianco principalmente gli automezzi che provenivano da Brescia, da Sondrio ( sulle cui montagne la neve era arrivata a un metro e oltre) e anche da Como.
    Fino al tardo pomeriggio, comunque, nessuna strada della Lombardia risultava interrotta; agli automobilisti si richiedeva ovviamente, molta prudenza e l’uso delle catene.
    Sulle strade del Nord – Milano la neve va dai 10 ai 15 centimetri; dagli 8 ai 10 nella Bassa Padana.
    L’aeroporto di Linate non ha funzionato fino alle 12.30, poi ha ripreso regolarmente; per Malpensa invece le difficoltà sono continuate anche durante il resto della giornata.
    Il traffico in centro, come accade regolarmente in questi casi, è sconvolto.
    In città e lungo i 2500 chilometri delle strade provinciali sono stati mobilitati 30 autocarri spandisale e 240 automezzi muniti di lame sgombraneve.
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    Re: Dicembre 1984 e il Grande Freddo e Neve del Gennaio 1985

    ALESSANDRIA E PROVINCIA LA STAMPA 28 DICEMBRE 1984

    LA PRIMA NEVICATA ABBONDANTE DELLA STAGIONE PREMIA LE ATTESE DEGLI APPASSIONATI

    LA NEVE, FINALMENTE SI VA A SCIARE

    DIECI CENTIMETRI IN PIANURA, QUARANTA IN MONTAGNA
    PICCOLI INCIDENTI STRADALI E QUALCHE INTRALCIO
    STRADE GHIACCIATE NELL’ACQUESE
    LA STAZIONE INVERNALE DI LA GIOIA DI CALDIROLA METTE IN FUNZIONE GLI SKILIFT IN ATTESA DEL RIPRISTINO DELLA SEGGIOVIA

    ALESSANDRIA –
    Prima abbondante nevicata dell’inverno 1984-85 ( una leggera spolveratina di neve si era già avuta a fine novembre) in tutta la provincia di Alessandria e nel Vogherese.
    La neve ha cominciato a cadere nella serata di Mercoledì, poi la precipitazione si è fatta più abbondante durante la notte e nella mattinata di ieri la coltre bianca era ormai di otto – dieci centimetri in pianura, mentre nelle zone collinari ha raggiunto i 30 – 40 centimetri almeno.
    Nelle prime ore della mattinata la circolazione stradale ha subito notevoli intralci per lo strato nevoso sull’asfalto, poi sono entrati in funzione gli spazzaneve e la situazione è andata gradatamente migliorando con il trascorrere delle ore.
    Il traffico si svolge ora senza grosse difficoltà anche se ovviamente occorre molta prudenza.
    Qualche leggero incidente, auto fuori strada oppure tamponamenti, ma senza serie conseguenze.
    In alcune località la neve ha continuato a cadere per tutta la giornata, il cielo è comunque ovunque coperto con minaccia di nuove precipitazioni.
    A La Gioia di Caldirola, in Val Curone, unica stazione di sport invernali della provincia, lo strato nevoso raggiunge i quaranta centimetri.
    La neve è bella, sciabile, in giornata entreranno in servizio i due skilift ( è bloccata, si ricorderà, purtroppo la seggiovia) e per gli sciatori ci sarà la possibilità di inaugurare la stagione.
    I mezzi della Provincia hanno sgombrato la strada per Caldirola.
    Neve abbondante anche in tutta la Val Curone.
    In Val Borbera appena superate le Strette di Pertuso, la nevicata si è fatta molto abbondante, toccando i 30 – 40 centimetri.
    A Capanne di Cosola lo strato raggiunge anche i 40 – 50 centimetri e quindi gli sciatori potranno raggiungere i vicini impianti di risalita, in provincia di Piacenza, sicuri di trovare piste ottimamente innevate.
    In Val Borbera, invece, un po’ ovunque, sarà possibile dedicarsi allo sci da fondo, anche se purtroppo le ruspe inviate dalla Provincia, ad iniziativa della Comunità montana, non hanno potuto tracciare negli scorsi giorni, proprio nella zona di Cosola, una pista da fondo molto interessante e ampia, per l’assurda opposizione di pochi proprietari dei terreni che si sono opposti, al passaggio dei mezzi meccanici, convinti si volesse tracciare la tanto discussa strada di collegamento tra la Val Borbera e la Val Curone.
    Non eccessivamente abbondante la nevicata nella zona di Ponzone, nell’Acquese, per il freddo intenso; uno strato di ghiaccio si è formato sulle strade, occorre prudenza nella circolazione.
    Neve abbondante nel Novese, nel Tortonese, nell’Ovadese, nel Casalese, e nel Vogherese.
    Ovunque nelle zone di Pianura, lo strato è spesso una decina di centimetri, sono all’opera i mezzi di sgombero, vi sono comunque alcune difficoltà nella circolazione.
    Qualche intralcio nelle prime ore della mattinata, anche per la circolazione nei centri abitati, poi la situazione è tornata quasi normale.
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  21. #21

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    Re: Dicembre 1984 e il Grande Freddo e Neve del Gennaio 1985

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  22. #22

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    Re: Dicembre 1984 e il Grande Freddo e Neve del Gennaio 1985

    ASTI LA STAMPA 28 DICEMBRE 1984

    TRE CENTIMETRI DI NEVE SONO CADUTI ANCHE IN CITTA’

    UN VELO DI NEVE


    ASTI – Prima nevicata sulla città, nella notte fra mercoledì e giovedì; Asti si è svegliata in un clima del tutto invernale, con tetti e strade imbiancate.
    La neve, alta poco più di tre centimetri, si è però quasi subito sciolta.
    Il traffico non ha subito particolari rallentamenti, anche grazie alla tempestiva uscita dei mezzi del Comune e della Provincia che hanno provveduto a spandere sabbia e sale sull’asfalto.
    In provincia il manto di neve è più alto.
    Nella Val Bormida si è registrato un freddo intenso, con la colonnina di mercurio ferma a meno cinque gradi.
    Imbiancate anche le colline più alte dell’Astigiano.
    Non si sono comunque registrati incidenti.
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  23. #23

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    Re: Dicembre 1984 e il Grande Freddo e Neve del Gennaio 1985


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  24. #24

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    Re: Dicembre 1984 e il Grande Freddo e Neve del Gennaio 1985

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    Re: Dicembre 1984 e il Grande Freddo e Neve del Gennaio 1985

    IERI MATTINA DIECI CENTIMETRI HANNO IMBIANCATO IL CAPOLUOGO

    IL NOVARESE SOTTO LA NEVE ASSALTO AI CENTRI SCIISTICI

    QUALCHE DISAGIO A NOVARA – LE LOCALITA’ TURISTICHE OSSOLANE SONO AL COMPLETO

    NOVARA LA STAMPA 28 DICEMBRE 1984

    Novara – La prima nevicata ha provocato i soliti disagi per quanto riguarda la circolazione.
    La neve ha cominciato a cadere verso mezzanotte di mercoledì ed ha continuato a cadere sino alle 10 di ieri; circa dieci centimetri in città.
    I servizi che dovevano già essere predisposti sono scattati con qualche ora di ritardo: si sono avuti disagi nei collegamenti con gli autobus extraurbani.
    Qualcuno giunto a Novara con oltre un’ora di ritardo provocando le logiche proteste dei lavoratori pendolari che hanno perso un’ora di lavoro.
    Durante la giornata, cessata la neve, buona parte delle strade cittadine sono state spazzate e la stessa cosa è avvenuta da parte dell’Anas per le arterie di maggior traffico.

    DOMODOSSOLA – Da ieri ha ripreso a Nevicare nell’Ossola.
    In montagna, la precipitazione è stata però ancora una volta inferiore alle attese.
    Nelle principali stazioni alpine, da Formazza a Macugnaga, da San Domenico alla Piana di Vigezzo, sono caduti una decina di centimetri di neve fresca che non hanno modificato sostanzialmente la situazione delle piste.
    Traffico quasi normale sulle strade delle valli: solo su alcune arterie secondarie il mancato sgombero della neve ha provocato qualche disagio agli automobilisti.
    Aperto al traffico anche il Passo del Sempione che però è transitabile solo con l’uso di catene o gomme da neve.
    Il maltempo non ha comunque ostacolato l’ultima ondata di arrivi nelle stazioni alpine della zona.
    Da ieri le località sciistiche ossolane sono veramente al gran completo: trovare posto salvo rarissime eccezioni, è praticamente impossibile.
    Il pienone dovrebbe durare fino all’Epifania.
    In tutte le principali località, sono state programmate manifestazioni e iniziative culturali o spettacolari; fiaccolate lungo i più suggestivi scenari alpini, esibizioni di cori o serate dedicate alla montagna, visite guidate al museo Walser di Formazza.
    Anche a Domodossola e nei centri del fondovalle ha nevischiato per tutta la giornata di ieri.

    VERBANIA - E’ nevicato ad intermittenza ieri anche sull’intera zona del Verbano, più intensamente nella sua parte settentrionale, sui cui centri rivieraschi ne sono caduti attorno ai 5 centimetri.
    Una decina di centimetri sulle alture alle spalle di Verbania come a Premeno e a Trarego, una quindicina attorno ai mille metri.

    OMEGNA – Al Mottarone la neve ha fatto ieri nella notte la sua seconda comparsa stagionale, dopo una tiepida giornata di sole lontana dal far prevedere che il mattino dopo una bianca coltre avrebbe ammantato tutto all’interno fino al livello del lago.

    VIGEVANO – Prima e abbondante nevicata in Lomellina.
    La precipitazione è stata particolarmente intensa fra la tarda serata di Santo Stefano e ieri mattina: la bianca coltre ha raggiunto i venti centimetri creando gli inevitabili intralci al traffico automobilistico.
    Le conseguenze sono state contenute solo per il fatto che l’attività nelle aziende in questo periodo è praticamente ferma e sono chiuse anche le scuole.
    Il ridotto numero di mezzi in circolazione e il lavoro svolto dagli spartineve hanno in tal modo limitato i disagi.
    La gente è uscita di casa solo per provvedere alle compere.
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  26. #26

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    Re: Dicembre 1984 e il Grande Freddo e Neve del Gennaio 1985

    NOVARA


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  27. #27

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    Re: Dicembre 1984 e il Grande Freddo e Neve del Gennaio 1985


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  28. #28

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    Re: Dicembre 1984 e il Grande Freddo e Neve del Gennaio 1985

    CRONACHE DI VERCELLI LA STAMPA 28 DICEMBRE 1984

    MENTRE IL GRAN FREDDO RISCHIA DI BLOCCARE GLI AUTOBUS DELLA PROVINCIA

    LA PRIMA NEVE SUL VERCELLESE
    QUALCHE INCIDENTE, MA SENZA FERITI


    VERCELLI
    – Dopo alcuni giorni di freddo intenso è giunta la neve.
    Ieri mattina i vercellesi si sono svegliati sotto un manto bianco: i primi fiocchi sono cominciati a cadere tra la notte di mercoledì e giovedì ed alle 3 in città vi erano già 4 -5 centimetri di neve.
    Problemi per il traffico si sono avuti nelle prime ore, poi lo strato nevoso si è in gran parte sciolto, limitando il disagio agli automobilisti.
    Poche ore di neve sono state però sufficienti a causare alcuni incidenti, soprattutto sull’autostrada Torino – Milano: la Polstrada è intervenuta per soccorrere gli automobilisti rimasti coinvolti in una serie di tamponamenti, ma non sono stati registrati feriti.
    Sulle strade interne il traffico non ha subito interruzioni: occorre prudenza, ma si possono raggiungere in auto quasi tutti i centri della provincia.
    Anche gli autobus dell’azienda trasporti garantiscono i collegamenti.
    Contrariamente a quanto si può pensare, il problema in queste ore non è rappresentato dalla neve, ma dal freddo che gela il gasolio ed impedisce l’avvio del motore, il giorno di Santo Stefano alcuni dipendenti si sono recati nei depositi dell’azienda per mettere in moto i bus e prevenire il congelamento del gasolio.
    L’accorgimento non ha evitato però che alcuni bus si fermassero lungo le strade.
    Se si esclude questo inconveniente, i collegamenti sono regolari ed i pullman raggiungono anche i centri dell’alto Biellese e della Valsesia.
    In città i mezzi antineve dell’azienda nettezza urbana sono entrati in azione ieri alle 5,30; il lavoro maggiore l’hanno svolto i camion spandi – cloruri.
    Sulle strade sono stati sparsi centinaia di quintali di sale, per sciogliere la neve.
    Per il momento non si sono mossi gli spartineve: il loro intervento è utile solo quando il manto nevoso raggiunge almeno i cinque centimetri.
    Il servizio antineve prevede anche l’intervento degli spalatori; se continuerà a nevicare le operazioni di pulizia delle strade del centro urbano saranno affidate a loro.
    La prima nevicata nel Vercellese ( nel Biellese la neve era già caduta la vigilia di Natale) è stata accolta con soddisfazione dagli agricoltori, preoccupati per gli effetti prolungati del gelo sul terreno asciutto.
    Pure soddisfatti i viticoltori del Gattinarese: la neve mitiga infatti l’azione dannosa del gelo sulle radici.
    A Gattinara ha continuato a nevicare per tutto il giorno.
    Analoga la situazione in tutto il Vercellese.
    A Trino e a Crescentino la neve non ha superato i 3 – 4 centimetri di altezza; nessun problema nel Ciglianese.
    In tutti i centri abitati, però, il problema maggiore lo hanno dovuto affrontare i pedoni: i marciapiedi, molto scivolosi, hanno provocato numerose cadute.
    In città tutti auspicano che il tempo migliori e che non si riproponga la situazione dell’anno scorso quando la neve, caduta in abbondanza, aveva paralizzato il traffico in molte zone.
    Allora l’azione degli spandi - cloruri non era stata efficace: per l’intenso freddo, i Sali non riuscivano a forare la neve.

    DANIELE CABRAS
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  29. #29

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    Re: Dicembre 1984 e il Grande Freddo e Neve del Gennaio 1985

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